Apertura mista per borse europee. La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso in un clima condizionato dalle incertezze legate all’inflazione. Crolla Disney. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, venerdì 12 novembre, ha pochi spunti significativi.
Previsti nel corso della mattina la produzione industriale nell’Eurozona, mentre
nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungerà la fiducia dei consumatori elaborata
dall’università del Michigan. In programma anche i discorsi di Lane della Bce e di
Williams della Fed. Secondo alcune fonti, lunedì 15 novembre si terrà l’atteso
summit, per quanto ancora “virtuale”, tra i presidenti di Usa e Cina. Il meeting
di lunedì dovrebbe avere una connotazione formale di scambio bilaterale, con il
coinvolgimento dei rispettivi staff. Anche se la Casa Bianca non ha ancora
formalmente annunciato l’evento, secondo le fonti Joe Biden e Xi dovrebbero
discutere di clima, non-proliferazione nucleare ma anche di Taiwan e
cibersicurezza. Sul fronte europeo, in Germania l’Ufficio di Statistica Destatis
ha comunicato che l’Indice dei Prezzi all’Ingrosso, cioè il Wholesale Price Index,
nel mese di ottobre è cresciuto del’1,6% rispetto a settembre, dal +0,8%
precedente. Rispetto a ottobre 2020 i prezzi sono cresciuti del 15,2%, in rialzo
dal tasso di variazione annuo di settembre del 13,2%. Da oltreoceano,
l’ennesima fiammata dell’inflazione Usa confermata dalla pubblicazione
dell’indice dei prezzi al consumo nella giornata di ieri ha rafforzato le
speculazioni dei trader su un rialzo dei tassi da parte della Fed più anticipato
rispetto alle previsioni. I futures sui fed funds scommettono ora con una
maggiore probabilità su una prima stretta monetaria nel luglio del 2022. Sul
fronte asiatico, in ottobre l‘indice dei prezzi all’export ha registrato in Corea
del Sud una crescita del 25,3% annuo, in accelerazione rispetto al 20,4% della
lettura finale di settembre. Si tratta della nona espansione consecutiva dopo
una striscia di contrazione durata venti mesi.
Il cross euro/dollaro è a 1,1450, in rialzo dello 0,06%; il cambio euro/yen
130,60 mentre il dollaro/yen scambia a 114,23.
Il future sul Brent viaggia in calo dello 0,78% a 82,21 dollari il barile e il future
sul Wti cala dello 0,80% a 81,00 dollari.
Stamane il Bund future ha aperto in rialzo di 17 bp a 170,46, il Btp future sale
di 10 bp a 151,47. Lo spread Btp/Bund riparte da 120 pts, con il rendimento del
nostro Btp decennale allo 0,958%. Oggi alle 13.00, il Tesoro termina l’offerta
della quarta emissione BTP Futura a 12 anni, salvo chiusura anticipata.
Apertura mista per le borse europee, con Piazza Affari in salita dello 0,04%
in apertura. Positivi i principali indici EU, tranne Madrid e Londra. Male i titoli
bancari sul FTSE Mib. Bene Pirelli, Atlantia, Diasorin, Nexi e Ferrari. In apertura
scendono Telecom Italia, Saipem, Eni, CNH e Tenaris.
Azionariato asiatico positivo stamane, con il Nikkei 225 a Tokyo a +1,13% e
Hong Kong che sale dello 0,26%. Shanghai e Seoul positive rispettivamente a
+0,18% e a +1,50%. Positiva Sidney a +0,83%. L’assemblea del Partito
comunista cinese si è chiusa giovedì con una risoluzione che pone le basi
perché il presidente rimanga leader a vita. Decisione attesa ma che
conferma il ruolo avuto da Xi nell’ascesa della Cina come potenza
economica e strategica e gli conferisce uno status paragonabile alle figure più
importanti del Partito come Mao Zedong.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso in un clima
condizionato dalle incertezze legate all’inflazione ai massimi degli ultimi 30
anni e dalla politica monetaria della Fed. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,06%
ed il Nasdaq Composite lo 0,52% mentre il Dow Jones, penalizzato da Walt
Disney a -7,04%, ha perso lo 0,44%. Il colosso dell’entertainment ha
comunicato risultati per il quarto trimestre dell’esercizio 2021 peggiori
rispetto alle stime e segnati da una crescita degli abbonati allo streaming di
Disney+ di appena 2,1 mln, contro i 12,4 mln del precedente periodo e i 9,3
mln del consensus. Il totale sale così a 118 mln, contro gli oltre 125 mln attesi
dagli analisti. I ricavi totali sono cresciuti da USD 14,71 a USD 18,53 mld nel
trimestre, sotto però ai USD 18,8 mld del consensus. Nei tre mesi Disney ha
segnato USD 160 mln di profitti netti, contro i USD 710 mln di rosso di un
anno prima. Su base rettificata l’eps si è attestato a USD 0,37, decisamente
sotto ai USD 0,52 attesi dal mercato.

