Una parte consistente del valore del mercato azionario deriva da proiezioni elevate di crescita degli utili. Il commento a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management

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L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?

Pur rallentando, la crescita negli Stati Uniti è ancora nettamente superiore al potenziale. Prevediamo che l’economia più grande del mondo rimarrà solida, in quanto la crescita dei posti di lavoro e dei salari farà aumentare la spesa al consumo nei prossimi trimestri. La carenza di manodopera e materie prime e l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas tengono alta la pressione inflazionistica, sebbene il ritmo dell’aumento dei prezzi al consumo abbia rallentato nell’ultimo mese.

Una parte consistente del valore del mercato azionario deriva da proiezioni elevate di crescita degli utili; per questa ragione, anche un piccolo aumento del tasso di attualizzazione dei flussi di cassa futuri potrebbe colpire i prezzi delle azioni.

Riscontriamo che la duration del mercato azionario statunitense (che misura la sensibilità dei prezzi dei titoli a un rialzo di 100 punti base dei rendimenti obbligazionari a lungo termine) è superiore del 40% rispetto a un decennio fa. Ciò significa che, ceteris paribus, secondo il nostro modello di discounted cashflow, un aumento di 100 punti base dei rendimenti obbligazionari a lungo termine si tradurrebbe in un calo di circa il 20% del valore equo dei mercati azionari.

Ciò è coerente con il beta del rapporto P/E rispetto al rendimento delle obbligazioni indicizzate all’inflazione statunitensi, che oscilla intorno a 4.