Lo scenario moderatamente inflattivo premierà lo stile value dopo anni di dominio incontrastato del growth. Alberto Artoni, portfolio manager US equity di AcomeA Sgr

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?

I nuovi massimi della Borsa americana, pur non rappresentando di per sé un segnale di allarme, sono, a nostro giudizio, coerenti con ritorni attesi nel medio termine inferiori a quelli realizzati negli scorsi decenni. Questa considerazione si applica però all’indice nel suo insieme, ed è quindi un elemento da tenere presente per gli investitori che scelgono una strategia passiva, cosiddetta “a benchmark”.

È interessante notare, però, come all’interno dei listini ci sia una notevole dispersione delle valutazioni tra titoli e settori, che offre interessanti opportunità da cogliere attraverso uno stile di gestione fortemente attivo.

 

Alberto Artoni

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

In questo momento i titoli cosiddetti value offrono un potenziale di ritorno particolarmente interessante, dopo che per oltre un decennio il mercato ha premiato i titoli ad elevata crescita. Inoltre, un ritorno ad uno scenario anche solo lievemente inflattivo metterà a rischio i titoli a forte crescita, le cui valutazioni oggi sono ai massimi di sempre, sia in termini assoluti che in termini relativi.

In particolare, molti titoli legati alle infrastrutture software e ai cosiddetti trend strutturali di crescita e cambio dei modelli di business sono, a nostro giudizio, equiparabili ad un investimento con lunghissima duration. Si tratta di aziende che non producono utili, né generano cassa ma, secondo le stime, tra molti anni raggiungeranno livelli di profittabilità elevata. Assumendo un rialzo ancorché contenuto dei tassi, il valore attuale di profitti che arriveranno solo fra molti anni si riduce significativamente, con conseguente rischio al ribasso per i prezzi delle azioni.

Al contrario, lo stile di gestione value potrà essere premiato, grazie ad una riscoperta della “old economy” che potrà trarre vantaggio da uno scenario leggermente inflattivo e ad una maggiore attenzione alle valutazioni anche all’interno dei settori con maggiore crescita strutturale, come la tecnologia e i media. In questo scenario, quindi, lo stock picking ed il focus sulle valutazioni delle singole aziende tornerà ad essere dirimente.