Intervista a Paolo Vicentini, gestore Aqa Capital

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?

Il mercato azionario americano ha vissuto una fase di positività che statisticamente è abbastanza rara e non riscontrabile in molti altri cicli del passato.
L’atteggiamento della FED sta cambiando, iniziando il cosiddetto “tapering”, anche se continua a definire il fenomeno dell’inflazione “passeggero” e dovuto alla particolarità di questa recessione dovuta al COVID.
E quindi non menzionando alcuna data futura per l’inizio del rialzo dei tassi ma ponendosi con un atteggiamento vigile sul rialzo dei prezzi (inflazione) ma soprattutto con l’obiettivo di raggiungere la piena occupazione nel mercato del lavoro. Secondo noi i tassi sono destinati a crescere nei mesi a venire.
E questo potrebbe essere un motivo di preoccupazione per i mercati azionari che sono stati “drogati” da questa fase di liquidità abbondante che non trovando rendimenti soddisfacenti è in parte andata ad alimentare i mercati azionari.
Dal punto di vista di “sentiment” l’ottimismo è abbastanza elevato per la buona crescita dimostrata dall’economia e dai risultati societari che comunque dovrebbero crescere ancora guardando alle stime di consenso, che dopo una breve pausa stanno crescendo di nuovo.
Ovviamente noi pensiamo che la revisione al rialzo delle stime non possa essere della stessa magnitudo dei trimestri passati. E quindi il nostro atteggiamento è più prudente rispetto alla prima parte dell’anno.
Nei recenti commenti dei risultati azionari in USA emerge una crescente preoccupazione da parte dei management sul rialzo dei prezzi delle materie prime e sulla difficoltà di approvvigionamento delle stesse, fattore che se perdurasse potrebbe mettere pressione sui margini delle società stesse.
Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?
Dopo un rialzo eccezionale del settore di crescita (principalmente società del Nasdaq) stiamo osservando una ripresa di molte società “value” e delle small cap che non avevano partecipato alla crescita della prima parte dell’anno. E noi abbiamo enfatizzato il posizionamento di portafoglio in questo senso privilegiando alcune società small-cap e value.
In definitiva l’atteggiamento sta diventando più prudente. Anche se siamo ancora positivi sul proseguire del ciclo dell’economia cominciano a emergere segnali di estensione delle valutazioni di molte società che ci fanno ritenere che nel complesso l’indice possa avere delle pause o delle correzioni nella salita di lungo termine. Quindi abbiamo adattato il portafoglio di conseguenza aumentando un po’ il cash in portafoglio e immettendo società più legate al ciclo economico e più value rispetto a quelle di crescita.

