Intervista a Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy di CANDRIAM

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?
Nadège Dufossé

L’equity Usa è un mercato atipico, sempre più incentrato su un piccolo numero di mega cap (le prime 10 società del mercato S&P 500 rappresentano circa il 30% dell’indice).

La sua evoluzione è quindi in parte scollegata rispetto a quello che accade all’economia statunitense, poiché la performance di questi importanti titoli growth internazionali dipende dalla loro capacità di registrare una crescita degli utili.

Il 2021 si è rivelato un anno positivo per questi titoli sebbene altri settori – come i finanziari e l’energia – abbiano in questa occasione registrato una migliore performance.

Quali sono quindi le prospettive a medio termine per il mercato statunitense? Ci aspettiamo che l’economia continui a crescere in modo solido nel 2022 intorno al 4%, con le pressioni inflazionistiche che sebbene elevate si stanno progressivamente attenuando. Le aspettative di crescita degli utili rimangono moderate (a +7-8% per il 2022), il che dovrebbe proteggerci da eventuali revisioni al ribasso.

La questione fondamentale per il mercato americano in questo contesto sarà la politica monetaria e l’evoluzione dei tassi d’interesse.

I titoli growth – che generalmente sono piuttosto costosi – sono infatti vulnerabili a un aumento troppo rapido dei tassi d’interesse. Per il momento, la fiducia nei confronti dell’operato delle Banche Centrali rimane molto forte e il livello storicamente basso dei tassi d’interesse reali rappresenta un sostegno molto forte per la valutazione delle mega-cap americane. Tuttavia, il risultato finale è che l’aumento dei tassi reali rappresenterà nei prossimi mesi un rischio anche per le mega cap americane.

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

Non abbiamo più una posizione overweight sul settore tecnologico. E abbiamo deciso di aumentare la nostra esposizione sui titoli di società americane più piccole. Queste ultime hanno iniziato a registrare performance migliori beneficiando della riapertura dell’economia, dell’aumento degli investimenti delle imprese e di una fiducia dei consumatori sempre elevata.

Manteniamo anche una posizione overweight sul settore sanitario, uno dei pochi settori in crescita la cui valutazione rimane molto interessante, con uno sconto del 20% sulla valutazione del mercato americano.

Nella nostra asset allocation, per il momento, rimaniamo underweight sui bond statunitensi. Ma, osservando il livello dei tassi d’interesse, stiamo prendendo in considerazione l’idea di reinvestire nel mercato obbligazionario USA, i cui rendimenti potrebbero tornare rapidamente interessanti.