Intervista a Teresa Gioffreda, Client Relationship Manager di UBS AM in Italia

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto  peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?

Piuttosto che inflazione e PIL, gli investitori si sono focalizzati sui solidi utili del terzo trimestre, con margini di profitto che rimangono elevati nonostante l’aumento dei prezzi e i problemi sulle catene di approvvigionamento in alcuni settori.

Teresa Gioffreda

Il nostro outlook sulla crescita economica statunitense è più positivo di quanto è attualmente prezzato dai mercati obbligazionari, che si aspettano rialzi dei tassi per combattere la salita dei prezzi, ma che poi si ritorni a un mondo di bassa crescita e bassa inflazione.

I robusti fondamentali economici, come i bilanci solidi delle famiglie e delle imprese, fanno presagire una maggiore crescita del PIL nominale in questo ciclo e ci aspettiamo che l’attività riacceleri già dal 3° al 4° trimestre di quest’anno.

In questo contesto, continuiamo a preferire i mercati azionari statunitensi a quelli obbligazionari, e le capitalizzazioni piccole e medie rispetto alle mega-cap. Il continuo supporto derivante dagli utili, i solidi bilanci e la politica accomodante della Federal Reserve dovrebbero continuare a sostenere le azioni statunitensi. Ma inizia ad esserci il rischio di potenziali impatti negativi dal punto di vista fiscale.

Nell’ambito di un’asset allocation globale, abbiamo una preferenza per le posizioni pro-cicliche, che in termini geografici vuol dire per regioni come l’Europa e il Giappone rispetto agli Stati Uniti, poiché questi ultimi presentano una composizione dell’indice meno ciclica e valutazioni più care.

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

Nel complesso, continuiamo a vedere opportunità interessanti in molti settori, soprattutto se consideriamo che molte società stanno beneficiando dell’accelerazione di trend secolari e possono emergere dal contesto attuale più forti dei concorrenti.

Ci aspettiamo un’inversione in aree chiave della spesa verso la media in un mondo post-vaccino. Tuttavia, nel corso della ripresa potremmo vedere dei mix di spesa diversi tra le diverse categorie.

Riteniamo che la pandemia abbia semplicemente accelerato uno spostamento materiale verso la digitalizzazione in tutti i settori, creando lungo la strada vincitori, tra coloro che stanno abbracciando questo cambiamento, e perdenti per coloro che non si adatteranno.

Attualmente, i maggiori settori in sovrappeso della strategia sono l’assistenza sanitaria, con una preferenza per le attrezzature e le forniture sanitarie rispetto alla biotecnologia, e i servizi di comunicazione, dove preferiamo i media e servizi interattivi e l’intrattenimento. I maggiori sottopesi sono nei settori Information Technology, immobiliare e dei consumi non ciclici.