In una fase complicatissima come l’attuale, se non è facile mantenere la lucidità neppure per i professionisti della finanza, per i risparmiatori è quasi impossibile.
Non a caso molti clienti delle reti riversano le loro ansie sul consulente di fiducia. A quel punto, secondo le maggiori società di distribuzione, è necessario che l’advisor sappia riportare gli investitori in una dimensione più ampia e spieghi che non si tratta della prima crisi che viene affrontata. E poi occorre ottimizzare le strategie finanziarie: oggi, proprio in una fase di inflazione crescente, tenere forti capitali sul conto corrente è semplicemente folle
È stato ampiamente affermato che molti operatori, sia gestori, sia consulenti finanziari, hanno affrontato in questi tempi per la prima volta nella loro carriera una serie di problemi, tra i quali l’inflazione, gli effetti di una guerra e di una crisi energetica, oltre che un forte rialzo dei tassi.
Ma se questo insieme di ostacoli è più che sufficiente a rendere la vita molto difficile agli advisor, è molto più complicato tenere i nervi saldi per coloro che professionisti non sono, vale a dire i risparmiatori. Ormai era quasi un’abitudine per tutti andare a vedere alle fine di ogni trimestre quanto era stato il guadagno e, se qualche volta non si trovava, pazienza: si trattava solo di aspettare qualche mese e dopo un po’ i total return riaffluivano copiosi.
Dieci anni di mercati in rialzo avevano dato questo senso di sicurezza e di tranquillità.

