In mattinata saranno disponibili i dati sulla massa monetaria M3
dell’Eurozona, seguita dall’intervento di Lagarde. Nel pomeriggio, sul fronte
USA, disponibile il dato sull’Indice Dallas Fed. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

 

L’agenda macro di oggi, lunedì 28 novembre, si presenta particolarmente
povera di dati. In mattinata saranno disponibili i dati sulla massa monetaria M3
dell’Eurozona, seguita dall’intervento di Lagarde. Nel pomeriggio, sul fronte
statunitense, sarà reso disponibile il dato sull’Indice Dallas Fed.

Sul fronte europeo, secondo quanto comunicato dalla Society of Motor
Manufacturers and Traders (Smmt), in ottobre la produzione di auto è cresciuta
in Gran Bretagna del 7,4% annuo a 69.524 vetture uscite dagli impianti, contro
il declino del 6,0% registrato in settembre (34,0% il rimbalzo di agosto). Il dato
segna comunque ancora un crollo del 48,4% rispetto all’ottobre 2019, prima
dello scoppio della pandemia di coronavirus. Nel periodo gennaio-ottobre
l’output è invece calato del 10,8% annuo a 643.755 vetture, contro il precedente
declino del 12,6%.

Sul fronte asiatico, secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di
statistica di Pechino, nel periodo gennaio-ottobre 2022 i profitti industriali sono
scesi in Cina del 3,0% annuo, contro la precedente flessione del 2,3% (2,1% il
declino dei primi otto mesi dell’anno). L’agenzia di Pechino dal mese di agosto
non ha più comunicato dati disaggregati su base sequenziale, dopo il rialzo dello
0,8% annuo di giugno (e il crollo del 6,5% di maggio). Inoltre, la People’s Bank of
China (PboC) ha annunciato che taglierà di 25 bps i requisiti in termini di riserve
di liquidità per gli istituti di credito del Paese. La misura, effettiva dal prossimo
5 dicembre, porterà al 7,8% il ratio per i colossi bancari, liberando
complessivamente CHN 500 mld (pari a circa EUR 67 mld) di liquidità per le
banche cinesi. Da inizio 2018 la PboC ha ridotto il reserve ratio tredici volte.

Sul fronte oceaniano, secondo quanto comunicato su base preliminare dal
Bureau of Statistics di Canberra, in ottobre le vendite retail sono calate in
Australia dello 0,2% mensile (rettificato stagionalmente) contro il rialzo dello
0,6% di agosto e settembre e il progresso dello 0,5% del consensus. Si tratta
della prima contrazione dopo nove mesi consecutivi di crescita. Su base annuale
le vendite al dettaglio sono invece salite del 12,5% contro il 17,2% precedente
(19,2% in agosto).

Il cross euro/dollaro vale 1,0392 in rialzo dello 0,16%, mentre il cambio
euro/yen si attesta su 143,62 in calo dello 0,70% e il cambio usd/jpy scambia a
137,86 in calo di 0,87%.

Derivati sul greggio in ribasso. Il futures sul Brent perde il 3,13% a USD 81,01
il barile, mentre WTI Usa scende del 2,94% a USD 74,04.

Stamane il Bund future ha aperto a 141,07 e il Btp future a 119,67. Lo spread
Btp/Bund riparte da 192 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
3,842 %.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde piu di
mezzo punto percentuale. Complessivamente negativi i titoli bancari. In ribasso
anche A2A, Telecom, Tenaris, Eni ed Enel. In rialzo invece Leonardo, Nexi,
Campari, Ferrari e Moncler.

Azionariato asiatico negativo stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
che scende dello 0,42%, Hong Kong dell’1,57%, Shanghai dello 0,75%, Seoul
dell’1,21% e Sidney dello 0,42%. Primo fattore ribassista è l’ondata di proteste
contro la politica di tolleranza zero perseguita da Pechino nella gestione della
pandemia di coronavirus. Domenica centinaia di dimostranti si sono scontrati
con la polizia a Shanghai ma le manifestazioni contro i lockdown e contro il
presidente Xi Jinping si sono tenute anche nelle città di Wuhan e Chengdu e in
numerosi campus universitari del Paese. Migliaia di cittadini sono scesi in
piazza successivamente nella stessa capitale Pechino. Mentre il numero di
contagi da Covid-19 in Cina continua a essere su livelli record, il petrolio perde
terreno su timori di un calo della domanda innescato proprio dai lockdown
imposti da Pechino.

La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana in ordine
sparso. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,45%, l’S&P 500 ha perso lo 0,03%,
mentre il Nasdaq Composite lo 0,52%. Venerdì, in occasione del “Black Friday”,
che tradizionalmente dà il via alla stagione degli acquisti natalizi, ha terminato
le contrattazioni in anticipo con volumi bassi per il clima semifestivo. Tra i
titoli in evidenza Manchester United +13,35% Secondo i media inglesi Apple
sarebbe in gara per acquistare il club inglese. Cupertino avrebbe pronta
un’offerta da GBP 5,8 mld (quasi EUR 7 mld) per la storica squadra di calcio.
Lufax Holding -20,29%. La piattaforma cinese di servizi finanziari ha
pubblicato risultati del terzo trimestre inferiori alle attese. L’utile per azione si è
attesato a USD 0,08 su ricavi per USD 1,85 mld. Gli analisti avevano previsto un
Eps a USD 0,18 su ricavi per USD 2,19 mld.