a cura di Emanuela Zini
Il private banking è in evoluzione e Banca Generali anticipa la curva: lo fa aprendo le porte ai consulenti del futuro con progetti su misura.
L’istituto guidato dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa ha infatti incontrato a Bologna oltre 100 ragazzi alle prime esperienze nel mondo della finanza per illustrare loro le opportunità e fare vivere in prima persona le prospettive di un’industria unica per crescita e sviluppo umano e professionale. E, parallelamente, si sta impegnando a forgiare i consulenti di domani con un programma ad hoc. L’istituto ha infatti lanciato “New Generation”, un’iniziativa pensata per accogliere nella rete di private banker e wealth advisor una nuova squadra di professionisti di età inferiore i 35 anni da guidare nel loro percorso di crescita. L’obiettivo? Formare una nuova generazione di consulenti finanziari, pronta a rappresentare il meglio del private banking del futuro, attraverso un mix di formazione su competenze tecniche e comportamentali e una vera e propria mentorship sotto la guida di un consulente senior.
TERZA BANCA PRIVATE
La realtà del Leone rappresenta la terza banca private in Italia con circa 60 miliardi di euro riconducibili a clientela sopra il mezzo milione di disponibilità finanziaria, su un totale di 85,9 miliardi di masse gestite. «Negli anni siamo diventati un punto di riferimento nella consulenza finanziaria e nella pianificazione patrimoniale, capace di mettere a disposizione delle famiglie soluzioni d’eccellenza e tecnologie all’avanguardia per accompagnarle nella costruzione dei principali progetti di vita e nella protezione dei loro risparmi», affermano con orgoglio a Banca Generali. L’istituto annovera tra le fila della sua clientela molti imprenditori: circa 8 mila sugli oltre 31 mila clienti classificati “private”. In uno scenario di domanda di consulenza in continua crescita non solo nella fascia alta di mercato, per imprese e imprenditori, ma anche nelle famiglie con bisogni di pianificazione, la società ha deciso di accelerare l’inserimento di giovani tra le proprie fila per supportare sia l’attività dei professionisti di maggiore esperienza, sia per formare le future competenze del domani.
PERCORSI AD HOC
Nell’ultimo anno e mezzo la banca ha accelerato l’inserimento di giovani provenienti dal mondo del credito bancario e dai servizi finanziari al proprio interno costruendo percorsi ad hoc per formarli. Nel 2022 la percentuale di under 35 ha registrato un deciso incremento in banca con il 27% degli inseriti sul totale. Allargando lo sguardo, la percentuale di consulenti finanziari under 35 inseriti nel 2023 è pari al 33,3%, mentre quella degli under 40 sale al 40,5%. I profili under 35 sono andati soprattutto a rafforzare l’espansione dei team di banker, sempre più protagonisti nel modello di advisory olistica che riguarda non solo l’analisi finanziaria e l’asset allocation, ma anche gli approfondimenti sul patrimonio in senso lato, sia esso di impresa, di una collezione d’arte, o di proprietà immobiliari.
«È importante accompagnare i ragazzi che si avvicinano da poco alla professione, per fare loro comprendere le criticità e aiutarli a sviluppare le competenze richieste», commenta Marco Bernardi, vicedirettore generale di Banca Generali. «La consulenza è un lavoro di grande responsabilità che richiede una formazione in aula, ma soprattutto sul campo, e per questo motivo abbiamo sviluppato un programma su misura, New Generation, che mette i giovani a contatto con colleghi d’esperienza per aiutarli nell’impegno quotidiano. In questo modo, si possono coltivare skill verticali, come quelle nell’advisory patrimoniale, apprendendo i passaggi più importanti nella relazione coi clienti. Si gettano così le basi per una crescita sostenibile che valorizzi le opportunità per le future generazioni».
PERCORSO DI MENTORSHIP
Nel dettaglio, nel progetto “New Generation”, grazie al supporto di un consulente senior, i giovani hanno l’opportunità di incrementare le proprie competenze tecniche e relazionali in un percorso di mentorship della durata di 36 mesi, mettendosi a disposizione dei clienti per fornire un supporto strutturato e aiutarli a realizzare i loro progetti di vita. L’affiancamento a un consulente con esperienza aiuta a gestire i nodi nella relazione e i rischi legati all’emotività. A ciascun giovane professionista viene inoltre assegnato un obiettivo di portafoglio adeguato al termine del piano, periodo dopo il quale il tutor potrà valutare se dare vita a un vero e proprio team. La formazione continua assicurata dalla banca mira poi a un costante aggiornamento dei propri professionisti in ambito finanziario, garantendo profili completi e pronti a raccomandare soluzioni realizzate su misura per ogni singolo cliente.
Perché tutti questi sforzi in tale direzione? La domanda di consulenza sta crescendo sensibilmente. Le masse Assoreti sono aumentate enormemente negli ultimi 10 anni, passando dal 2012 al 2022 da 257 a oltre 700 miliardi. Ma il numero dei consulenti è rimasto pressoché invariato. Appare, quindi, subito chiaro lo squilibrio tra domanda e offerta in un contesto in cui le principali reti sono state in grado di assorbire la maggior parte delle richieste.
UNA GRANDE CRESCITA
La banca del Leone riflette al meglio questa parabola di sviluppo. Dal 2012 al 2023 le masse sono passate da 25 miliardi a 86 e il portafoglio pro capite ha superato 38 milioni. «Abbiamo tanti professionisti d’esperienza, ma vogliamo che i ragazzi che si affacciano alla nostra realtà imparino piano piano i principi del rischio e l’importanza della relazione di fiducia con la clientela. Coltivando competenza e professionalità, con la giusta passione e determinazione, si apre per tutti loro una strada ricca di soddisfazioni che garantiranno un futuro ancora più sostenibile alla nostra banca», conclude Bernardi.

