Calo generalizzato per le Borse asiatiche, con Hong Kong che ha dovuto chiudere in anticipo per l’arrivo di un nuovo tifone. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
Sul Giappone ha pesato la rilevazione sul PIL, inferiore alle attese nonostante la BoJ mantenga una politica pienamente espansiva. Pesano inoltre i contrasti tra USA e Cina nel settore tecnologico
Borse Europa
Le Borse europee hanno aperto le contrattazioni dell’ultima seduta della settimana cercando un rimbalzo dopo la forte discesa che ha caratterizzato finora il mese di settembre. Sul FTSE Mib in vetta Saipem con un rialzo superiore al 2% dopo i nuovi contratti in Costa d’Avorio e Italia vinti per 850 milioni di euro.
Wall Street
Una congiuntura di notizie negative ha indebolito Wall Street nella seduta di ieri. La più importante è lo stop all’utilizzo di iPhone imposto in Cina ai dipendenti pubblici e delle aziende controllate dallo Stato. Non solo Apple (-3,3%) è stata penalizzata ma tutti i suoi fornitori. Inoltre si teme un irrigidimento delle relazioni già tese tra USA e Cina.
La debolezza economica della Cina è stato il secondo punto dolente della giornata mentre il terzo ha riguardato le richieste di sussidi di disoccupazione che sono risultate inferiori alle attese, innervosendo gli investitori in vista della riunione Fed del 20 settembre.
Obbligazioni
I rendimenti sul mercato obbligazionario hanno leggermente mollato la presa e il Btp è riuscito ad arretrare a 4,35% dopo aver superato la soglia del 4,4%. Anche lo spread si è ritirato verso quota 170.
Valute e commodities
Nuovo intervento delle autorità giapponesi e in particolare del ministro delle Finanze Shunici Suzuky per sostenere lo yen, finito ai minimi degli ultimi 16 anni contro il dollaro.
Tuttavia, finora, alle parole non sono seguiti fatti. Il dollaro è salito anche contro euro
e sterlina e ha permesso al petrolio di arretrare di qualche dollaro dopo i massimi recenti con il Brent oltre quota 90.
Agenda macro
La settimana si conclude con un’agenda macroeconomica scarna che presenta un’unica rilevazione davvero importante, il tasso di inflazione in Germania in seconda lettura. Il dato è stato pubblicato prima dell’apertura delle Borse ed è risultato confermato +0,3%
m/m rispetto al dato precedente e alle attese, entrambe a +0,3%. L’inflazione annua è uscita invece a +6,1% da +6,2% e contro attese a +6,1%. Nel corso della notte europea, inoltre, il Giappone ha diffuso il dato sul PIL nel secondo trimestre.
La crescita trimestrale si è attestata a +1,2%, in accelerazione da +0,8% ma meno delle attese a +1,5%. Stesso discorso vale per il dato a/a uscito a +4,8% da +3,2% ma gli analisti si aspettavano +6%. Dalla Francia, infine, è arrivato il dato sulla produzione industriale in luglio, risultata in espansione dello 0,8% contro attese a +0,1% e un dato precedente a -0,9%.
Per il resto della giornata da monitorare l’intervento di Wuermeling della Bundesbank in vista della riunione BCE di settimana prossima; le previsioni economiche della Banca centrale europea che verranno rilasciate alle 12:00; l’andamento del credito al consumo negli Stati Uniti a luglio che dovrebbe segnalare un rallentamento a 16 miliardi di dollari dai 17,85 del mese precedente.

