Negli Usa le Faang+ sono sopravvalutate e per un investitore europeo l’equity Usa potrebbe dare rendimenti non esaltanti nel medio termine. Intervista a Teresa Gioffreda, investment strategist di UBS Am

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?

In generale, quando un mercato è sopravvalutato, tende ad avere rendimenti inferiori alla media su un orizzonte di 5-10 anni e il mercato azionario americano è attualmente sopravvalutato a livello aggregato. È vero che se si analizza più in dettaglio, si nota che solo una decina di azioni sono estremamente costose rispetto a quanto ci si possa attendere in termini di crescita nel lungo periodo.

Queste azioni, le FAANG+, hanno però ormai un peso notevole nel mercato e quindi “ne decidono” la valutazione totale. La nostra proiezione di rendimento per il mercato azionario USA per i prossimi 5 anni, per un investitore nella zona euro senza copertura del rischio di cambio, è di circa il 3% annuo, mentre ci attendiamo un rendimento quasi doppio per l’azionario dei Paesi sviluppati – ex USA.

Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?

Certamente gli Stati Uniti saranno al centro e beneficeranno delle opportunità date dall’Intelligenza Artificiale, come è già accaduto nel caso di Internet. Ci sono però diversi fattori da considerare quando si cerca di capire chi saranno i veri vincitori e le performance future di mercato dipendono anche da quanto le potenziali notizie positive siano già incamerate nei prezzi attuali. Sappiamo che il mercato sta premiando poche aziende che beneficiano della “vendita” dell’intelligenza artificiale, con prezzi e valutazioni care che incamerano forti potenzialità di crescita.

Per quanto concordiamo con il potenziale del tema, vista la possibile applicazione trasversale in molteplici ambiti (medicina,  industria, agricoltura, finanza…), riteniamo sia importante ricordare che la vera diffusione potrà essere un processo lungo: le nuove tecnologie vengono recepite lentamente dall’economia nel suo intero, e i pionieri non sempre sopravvivono fino a quando l’adozione della tecnologia è completata.

Pensiamo alle molte imprese del periodo dot.com, che avevano valutazioni estremamente care: molte di loro sparirono e solo alcune sono presenti ancora oggi, e hanno grandi profitti, ma si sono profondamente trasformate. È pertanto prematuro sancire il dominio del mercato azionario USA in base agli elementi attuali e riteniamo che potenziali futuri vincitori possano essere anche le tante aziende che operano non solo nel settore tecnologico, e non necessariamente in US, alle quali l’applicazione dell’intelligenza artificiale potrà portare benefici tangibili.