Lagarde è possibilista su un primo taglio a giugno. I commenti post meeting della BCE di Amundi, Generali Investments, Columbia Threadneedle e Pimco
Valentine Ainouz, Head of Fixed Income Strategy di Amundi Investment Institute
Nessuna grande sorpresa in questo comitato di politica monetaria, ma la conferma che il processo di disinflazione è all’opera:
- Christine Lagarde ha riconosciuto gli sviluppi positivi sul fronte dell’inflazione. Anche l’inflazione sottostante sta scendendo più rapidamente di quanto la BCE si aspettasse. In effetti:
-la politica restrittiva sta contribuendo ad attenuare la crescita della domanda aggregata
-Il mercato del lavoro si sta raffreddando
- Tuttavia, la BCE rimane cauta sul ritmo della disinflazione, soprattutto nel settore dei servizi. La BCE continuerà a monitorare l’evoluzione del mercato del lavoro, che si è dimostrato molto resiliente. La forte crescita dei salari e la produttività debole o addirittura in calo hanno portato a un forte aumento della crescita del costo unitario del lavoro. La BCE seguirà con attenzione i prossimi accordi salariali.
- Le tensioni geopolitiche sono anche un rischio al rialzo per l’inflazione
La nostra attenzione si concentra sul rischio di un eccessivo irrigidimento nell’Eurozona e sul fatto che la BCE sia ancora una volta in ritardo rispetto alla curva. La dicotomia tra Stati Uniti ed eurozona si sta ampliando.
- La politica monetaria ha un impatto molto più rapido sull’economia dell’eurozona rispetto a quella degli Stati Uniti.
- Il processo di disinflazione sembra più rapido nell’eurozona che negli Stati Uniti. Il tasso annualizzato di inflazione core a 6 mesi in euro è già vicino al 2%.
Potremmo aspettarci che la BCE cambi tono con un atteggiamento più “dovish” in marzo/aprile. Le proiezioni di marzo costituiranno “un grande insieme di informazioni”.
Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments
Nella riunione di ieri la BCE ha proceduto con cautela nel gettare le basi per un cambio di rotta. Il testo sull’inflazione esprime una maggiore fiducia nel proseguo del calo rispetto all’ultima riunione. Una delle ragioni principali è che l’aumento dei salari si ripercuote principalmente sui profitti e non sull’inflazione.
Tuttavia, la presidente Lagarde ha avvertito che sarebbero necessari dati più rassicuranti sull’inflazione e che oggi non si discuterà di tagli ai tassi. I dati salariali che arriveranno nel contesto delle proiezioni macro aggiornate alla riunione del 7 marzo saranno fondamentali per la tempistica del taglio dei tassi. Dato il tono cautamente accomodante della riunione di oggi, il rischio di un taglio prima di giugno è leggermente aumentato. Noi però confermiamo la stima del primo taglio tassi solo da giugno.
David Chappell, Senior Fixed Income Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments
Come previsto, il comunicato stampa relativo alla politica monetaria ha rimarcato lo stesso statement “durata sufficientemente lunga” per descrivere i tassi attesi in un orizzonte temporale di mantenimento. La presidente Lagarde in una recente intervista aveva indicato la possibilità di un primo aggiustamento dei tassi a partire da giugno, tema ripreso anche oggi durante tutta la conferenza stampa, dove ha suggerito che fosse prematuro discutere di un allentamento.
Tuttavia, l’evoluzione del trend dell’inflazione di fondo e alcuni rilevatori salariali indipendenti hanno consentito ai membri del comitato di acquisire maggiore fiducia nel fatto che l’attuale politica monetaria stia avendo l’effetto desiderato, aprendo la porta a un cambiamento di passo forse prima del previsto.
Manteniamo il sovrappeso sui titoli di Stato europei, privilegiandoli rispetto ai Gilt britannici.
Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO
· La BCE rimane fermamente in attesa e mantiene un approccio dipendenti dai dati e meeting-by-meeting.
· Anche se i tassi di interesse hanno presumibilmente raggiunto il picco, il mercato sta prezzando un’inversione rapida e anticipata della politica monetaria.
· Riteniamo che il rischio rimanga orientato a un allentamento un po’ più tardivo e meno aggressivo rispetto a quanto incorporato nelle aspettative del mercato per quest’anno.
· Le aree chiave da osservare saranno le condizioni finanziarie, l’orientamento fiscale, i margini di profitto e l’evoluzione dei costi unitari del lavoro, con particolare attenzione alla crescita dei salari.

