A cura di Victor Grigore, Portfolio Manager del fondo Global IG Credit di Neuberger Berman
In un contesto di evoluzione su inflazione, politica monetaria e volatilità, potrebbe essere essenziale un posizionamento mirato per settore, titolo e duration.
Lo spread dell’indice sul credito investment grade in euro si è ristretto di circa 100 punti base dal recente picco dell’ottobre 2022, spinto dalla crescente fiducia nella capacità dell’Europa di garantire le forniture energetiche in vista dell’inverno, dal forte calo dell’inflazione nell’area dell’euro, scesa a fine anno a poco meno del 3% (a/a) e dai fondamentali sul credito degli emittenti che rimangono relativamente solidi.
Detto questo, l’indice offre ancora quello che noi consideriamo un ragionevole rendimento societario all-in del 3,75%, vicino alla fascia alta del proprio range dal 2010, e uno spread di circa 130 punti base, o poco più di un terzo del suo rendimento all-in rispetto alla media del 20% del credito investment grade in altri mercati sviluppati.
A livello settoriale, il settore bancario e quello immobiliare hanno superato i titoli industriali di alta qualità nel 2023 e nel primo mese del nuovo anno. Riteniamo che gli spread senior delle banche “campioni nazionali” d’Europa abbiano ancora spazio per comprimersi rispetto agli spread degli industriali di qualità con rating simile, anche se il percorso può variare.
Le banche continuano a essere il primo punto di approdo all’interno del credito per esprimere la view sulla volatilità del mercato. Ci aspettiamo un impatto più equilibrato per le banche rispetto agli industriali dal percorso dei tassi di policy quest’anno, in quanto eventuali tagli futuri potrebbero aiutare gli spread bancari con la normalizzazione della curva dei rendimenti che fornisce un maggiore comfort sulla qualità futura degli asset.
Al contrario, se le banche centrali decidessero di mantenere la politica restrittiva più a lungo, ci aspettiamo che i settori industriali (soprattutto quelli ciclici) subiscano un impatto più negativo sugli utili a causa della debolezza della crescita economica in corso.
In generale, negli ultimi tre mesi gli spread dell’immobiliare hanno sovraperformato gli altri settori del credito investment grade. I fondamentali degli emittenti hanno tenuto, soprattutto per quanto riguarda la logistica, il residenziale e il retail. Anche i dati tecnici di mercato sono stati positivi, con solo 8 miliardi di euro di offerta senior nel 2023 rispetto agli 83 miliardi di euro dei due anni precedenti. Gli spread senior per alcuni Reit di alta qualità a grande capitalizzazione sono invece ora un po’ compressi rispetto alle obbligazioni senior bancarie e scambiano vicino ai tassi di finanziamento garantiti dalle banche.
All’interno del settore industriale, la dispersione degli spread tra gli emittenti a grande capitalizzazione con rating elevato rimane relativamente limitata, anche se gli industriali statunitensi a grande capitalizzazione in settori ampiamente difensivi continuano a offrire un valore più interessante rispetto ai titoli industriali europei core.
Facendo un passo indietro, riteniamo che questo potrebbe essere un altro anno caratterizzato da un rapido cambiamento della narrativa di mercato sull’inflazione, sulla politica delle banche centrali e sulla volatilità complessiva. Un simile contesto, a nostro avviso, potrebbe rafforzare i vantaggi di un posizionamento mirato per settore, selezione dei titoli e duration del credito.

