Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell’Advisory

Macro review

Il dato clou della settimana è stato il CPI USA: l’inflazione si conferma “appiccicosa” ovvero in rallentamento, ma non al ritmo auspicato dagli economisti. L’incremento è stato del +3,2% a/a, sopra le attese ed il +3,1% precedente. Tolte le componenti volatili, il dato è sceso a +3,8%, da +3,9% precedente, anche se sopra le attese di +3,7%; si tratta dell’incremento più lento dal maggio 2021.

La segretaria del Tesoro, Janet Yellen, ha detto di aspettarsi che il costo degli affitti, la voce singola più importante nel paniere dell’inflazione, scenderà nel corso dell’anno.

Il secondo dato importante della settimana è stato quello sui Prezzi alla Produzione USA: a febbraio +1,6% a/a vs. +1% precedente e sopra le aspettative del +1,2%. Escluse le componenti volatili, è stato del +2%, in linea con il periodo precedente, ma sopra le stime di +1,9% e si tratta dell’incremento maggiore negli ultimi 6 mesi. Alla luce di questi dati, la probabilità di un taglio di tassi da parte delle FED a giugno è passata dal 67% di venerdì 8 marzo, al 52%.

Azioni

Le borse hanno chiuso una settimana contrastata, condizionata dalla conferma che l’inflazione USA è resiliente. Gli indici principali di Wall Street hanno portato a casa un bilancio complessivo leggermente negativo. Migliore l’andamento delle borse europee con l’indice Eurostoxx 600 arrivato alla sesta settimana positiva, grazie alla spinta di Retail (+12%) e Banche (+3,6%).

E’ evidente che lo scenario di tassi più alti più a lungo e tenuta dei consumi va a favorire soprattutto le aziende di questi due comparti. Viceversa, all’ultimo posto c’è il Real Estate, vuoi per la questione tassi, vuoi per il crollo del gruppo immobiliare tedesco Vonovia.

Guardando in Italia, il FTSEMIB ha messo a segno otto settimane positive di seguito, l’ultima terminata con un +1,61%. La forza del movimento è ben espressa da un dato: dal primo febbraio a venerdì scorso l’indice ha ritoccato il record degli ultimi 15 anni per ben venti volte.

Obbligazioni

Il doppio impatto di CPI e PPI Usa superiori alle attese ha portato un sostanziale incremento dei rendimenti dei bond governativi. Lo spread Btp-Bund ha chiuso a 126 punti base, dopo essere sceso sotto la soglia dei 120 punti base per la prima volta da novembre 2021.

La resilienza dei nostri titoli di Stato è stata esaltata anche dal governo italiano: “Tre o quattro mesi fa, pochi potevano immaginare che lo spread oggi potesse essere di 123 punti base” ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al Financial Times, commentando la discesa del differenziale tra Btp e Bund ai minimi da novembre 2021.

Gli sviluppi, evidenzia il quotidiano britannico, segnano “un’importante inversione di tendenza” rispetto a ottobre, “riflettendo la crescente fiducia del mercato nella gestione dell’economia da parte della Premier Giorgia Meloni, in un momento in cui la crescita in Germania è in fase di stallo”. Moody’s ha alzato l’outlook del rating Baa1 della Spagna a Positivo da Stabile, citando i miglioramenti del quadro economico.

Valute e materie prime

L’indice delle commodity chiude la settimana a 99,18 USD (+1,21%), sui massimi da inizio anno ed azzerando le perdite da inizio anno grazie anche alla terza settimana positiva consecutiva. L’OIL quota sui massimi da quattro mesi e mezzo, con un bilancio settimanale che sfiora il 4%. Un calo maggiore del previsto delle scorte statunitensi ha indicato un miglioramento della domanda nel più grande consumatore di carburante del mondo. Nel frattempo, la Casa Bianca è stata anche vista acquistare oltre 3 milioni di barili di petrolio per ricostituire la riserva strategica. Sullo sfondo restano le preoccupazioni sulla situazione in Medio Oriente e Ucraina.

L‘Oro chiude l’ottava in negativo di 1 punto percentuale, condizionato dal rimbalzo del dollaro oltre che dai deludenti dati su CPI e PPI Usa, che hanno raffreddato le aspettative su un taglio dei tassi a giugno. Sul fronte valutario il Dollaro si è ripreso dai minimi in seguito alla pubblicazione di dati robusti per i prezzi al dettaglio e all’ingrosso; il mercato sta infatti prendendo atto la lotta all’inflazione non sarà così agevole.

Outlook

L’agenda economica della settimana è ricca di eventi macroeconomici di rilievo, come le riunioni di Fed (mercoledì) e BoE (giovedì) e i PMI di marzo preliminari di Europa e USA. Mercoledì vengono pubblicati i dati sull’inflazione inglese di febbraio (le attese per la misurazione headline sono per un 3,6%, in discesa rispetto il 4% di gennaio). Sul finire di settimana l’IFO tedesco. Importanti saranno anche le testimonianze di diversi membri della Bce mercoledì alla conferenza “The ECB and its Watchers”.