Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari (a cura dell’Advisory)
Macro review
Settimana importante sul fronte macro, con CPI US e riunione BCE a farla da padrona. Il Bureau of Labor Statistics ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è cresciuto del 3,5% a marzo rispetto ai livelli dell’anno precedente, in aumento rispetto al 3,2% di febbraio e attese del 3,4%.
L’IPC core, che esclude i costi volatili di cibo ed energia, è aumentato del 3,8% a marzo rispetto agli ultimi 12 mesi, dopo essere cresciuto del 3,8% a febbraio, le attese erano per il 3,7%.
Su base mensile, il CPI è salito dello 0,4% a marzo rispetto ai livelli del mese precedente, il consensus era dello 0,3%. Sempre in US sono stati pubblicati i verbali della riunione di marzo della Fed dai quali è emerso che i funzionari della banca centrale americana sono sempre più preoccupati per l’inflazione vischiosa e chiedono di mantenere una politica monetaria restrittiva.
Dall’altra parte dell’oceano, la Bce ha rispettato le attese, lasciando invariati i tassi di interesse, quinta pausa, dopo dieci rialzi consecutivi. La novità più importante è che Christine Lagarde ha lasciato la porta aperta ad un taglio a giugno, sarebbe la prima volta dal 1999 che la BCE anticipa la FED in un cambio di tendenza.
Azioni
Le forti tensioni in Medio Oriente hanno prevalso su tutto il resto, portando i principali indici di borsa a chiudere la settimana in rosso. Per l’indice MSCI World (-1,51%) si è trattato del secondo peggior bilancio da inizio anno. Per l’indice S&P500 (-1,56%) si è trattato del peggior bilancio da ottobre.
Meno profonda la perdita del nostro FTSEMIB (-0,73%). Al momento non si rilevano indicazioni negative sul quadro grafico, che rimane saldamente rialzista. Qualora la crisi in Medio Oriente dovesse progressivamente rientrare, gli investitori dovrebbero tornare a ragionare sui fondamentali con buone prospettive di tenuta delle borse. Premessa importante è che non ci sia uno shock su petrolio e materie prime.
Obbligazioni
La settimana si chiude con il rendimento del Treasury Note a dieci anni a 4,52%, livello più alto da metà novembre. In Europa: Bund decennale a 2,36% e BTP decennale a 3,76%, con lo spread a 140bp. Christine Lagarde di fatto ha confermato che la partenza del taglio tassi è prevista per giugno. Ha inoltre escluso l’ipotesi, avanzata da alcuni analisti, di avviare una fase di taglio dei tassi discontinua a causa delle possibili fluttuazioni dell’inflazione, dovute soprattutto alla componente energetica. In Italia il MEF ha annunciato l’arrivo del quarto BTP Valore. Il collocamento avrà luogo dal 6 al 10 maggio e il titolo avrà durata 6 anni e cedole trimestrali con meccanismo cedola step-up (3+3).
Valute e materie prime
L’indice Bloomberg delle commodity consolida la settimana in marginale guadagno (+0,80%). Bilancio della settimana in rosso per il petrolio (-1,44%), dopo quattro settimane di rialzo, le tensioni geostrategiche tengono il prezzo in prossimità dai massimi da ottobre.
L’oro ha segnato un nuovo record storico in settimana a 2.372 usd, chiudendo l’ottava positiva (+0,63%) e segnando una performance YTD tra le migliori dei vari asset finanziari (+13,64%). Le ragioni alla base di tale performance sono l’apertura della BCE a un taglio dei tassi a giugno e il forte timore che in Medio Oriente lo scenario andrà a peggiorare notevolmente.
Per quanto riguarda i principali metalli, Julius Baer segnala che la domanda di rame è in miglioramento, con una prospettiva ciclica più positiva e indica nella transizione energetica il più forte motore di crescita, compresa la produzione di veicoli elettrici, l’installazione di pannelli solari e turbine eoliche. Sul fronte valutario, il dollaro segna quattro rialzi consecutivi su cinque sedute, chiudendo la miglior settimana da settembre 2022 (+1,82%).
Outlook
Settimana ricca di eventi quella che si apre in queste ore, a partire dal PIL cinese (oggi) la produzione industriale statunitense (sempre oggi), passando per gli indici dei prezzi al consumo dell’Eurozona e della Gran Bretagna (tutti in agenda mercoledì). Sul finire di settimana in arrivo i dati giapponesi sull’indice servizi di febbraio e prezzi al consumo di marzo. Questi ultimi importantissimi alla luce delle ultime decisioni della banca centrale nipponica che ha detto addio alla sua politica ultraespansiva.

