A catalizzare l’attenzione degli operatori i dati sull’inflazione USA che saranno resi noti nel corso della giornata. Agenda e weekly a cura di Cassa lombarda

A seguire si terrà la riunione della Federal Reserve e la conseguente conferenza stampa del governatore Jerome Powell. Per gli Stati Uniti si attendono anche l’indice NFIB, prezzi alla produzione, nuove richieste di sussidi di disoccupazione e la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. Per l’Eurozona si attendono i dati CPI per i vari Paesi, la produzione industriale e la bilancia commerciale. Dati importanti in arrivo anche dalla Gran Bretagna, dove si aspettano i dati sul mercato del lavoro, PIL mensile, produzione industriale e la bilancia commerciale.

La settimana scorsa è stata caratterizzata dal doppio volto per i dati pubblicati in US. I deboli dati sulle nuove offerte di lavoro che si sono aggiunti a quelli altrettanto deboli relativi all’indice dei responsabili degli acquisti e alla revisione al ribasso del PIL Usa, avevano alimentato le speranze di un più imminente taglio dei tassi da parte della FED.

Tuttavia, sul finire di settimana, il rapporto sull’occupazione di maggio è risultato superiore alle stime: il mese scorso sono stati creati 272.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un aumento di 190.000 posti. I salari orari medi sono aumentati di 14 centesimi, lo 0,40% contro un’attesa dello 0,30%; questi ultimi dati lasciano trasparire un mercato del lavoro ancora molto solido ed un’inflazione da salari resiliente, con conseguenti aspettative di una FED col freno a mano tirato.

In Europa è stata la settimana della BCE, tutto come previsto, ovvero taglio dei tassi di 0,25% e Lagarde che invita alla cautela. La sola vera novità riguarda la revisione al rialzo delle stime di inflazione del 2025 da +2% a +2,2%, poco oltre il target teorico fissato dalla BCE. Ad una specifica domanda sul come spiegare il taglio dei tassi, malgrado la revisione negativa, Lagarde ha puntualizzato il fatto che oggi la BCE ha più fiducia nella robustezza delle stime formulate.