Teresa Gioffreda, investment strategist, di Ubs Asset Management, analizza le ragioni per cui due anni di crisi geopolitiche non sono stati sufficienti ad alimentare la recessione

Teresa Gioffreda

Si sta attraversando un periodo particolare: oltre due anni di rischi geopolitici che non accennano a stemperarsi, ma rimangono in sottofondo, e l’economia non sembra andare verso una recessione. Quanto riportato è, in sintesi, l’incipit dell’aggiornamento sui mercati per la stampa da parte di Teresa Gioffreda, investment strategist, di Ubs Asset Management. Lo scenario base, per la società, resta l’atterraggio morbido e l’inflazione in calo nel 2024.

 

GLI USA RIMANGONO SOLIDI

Secondo Gioffreda, quando si entra in recessione, è perché avvengono degli squilibri a livello di tessuto industriale o delle famiglie. La situazione attuale negli Stati Uniti non presenta queste caratteristiche visto che la leva finanziaria è bassa e ciò ha permesso ad entrambi i soggetti economici di passare attraverso un aspro e repentino aumento dei tassi senza avere subito forti contraccolpi. Questa è la situazione per quanto riguarda gli aspetti strutturali. Anche da un punto di vista ciclico, ha sostenuto la stratega, non ci sono stati segnali particolarmente negativi, nonostante la “Sahm rule” (uno degli indicatori utilizzati per prevedere la recessione) abbia indicato un segnale negativo per l’attività economica. Secondo Ubs Am si è in un ciclo economico guidato più dal reddito che dall’indebitamento e quello reale degli Usa continua a essere solido e le condizioni finanziarie sono già accomodanti, senza attendere i successivi tagli dei tassi della Fed. Prova di ciò è che il mercato ha già iniziato a scontare una politica monetaria più espansiva.

PIÙ DELICATO LO SCENARIO PER EUROZONA

Nel Vecchio continente il quadro si presenta con maggiori complessità, non solo per la diversità della composizione economica della regione, ma anche per l’indebolimento del settore manifatturiero di cui la Germania stessa è rimasta vittima. Ciò nonostante, in Eurozona, come negli Usa, la disinflazione continua e alimenta le attese di taglio dei tassi, cui la regione è particolarmente sensibile visto un maggiore livello d’indebitamento a tassi variabili rispetto al paese d’oltre Oceano.

IL RITORNO DELLA CINA

I recenti annunci di Pechino sembrano segnare un cambio di passo del governo nel sostenere la domanda e ciò ha portato Ubs Am a rivedere l’outlook sul Paese, in precedenza molto più cauto. Le misure annunciate, di carattere monetario, saranno accompagnate da altre di natura fiscale a supportare l’attività economica e a ridare fiducia ai consumatori, attraverso anche interventi indirizzati al settore immobiliare. È noto, infatti che, nell’ultimo periodo i cinesi hanno aumentato più i risparmi dei consumi e le decisioni della banca centrale e del governo vanno nella direzione di produrre un cambiamento di tale situazione.

CONFRONTO SUL FILO DI LANA

I due candidati alla presidenza americana, secondo i sondaggi, sono testa a testa e diventa difficile fare pronostici. Ciò nonostante, sembra sempre farsi più strada l’idea che, chiunque sarà il presidente, a ciascun partito andrà una camera del parlamento: è un fattore che dovrebbe essere positivo per i mercati, poiché dovrebbe permettere di non implementare le misure più estreme annunciate in campagna elettorale da entrambe le parti.

FASE D’INCERTEZZA

Nonostante le politiche accomodanti delle banche centrali, l’asset manager consiglia cautela, poiché i mercati finanziari hanno già scontato nei corsi l’allentamento monetario. Per tale ragione Ubs Am mantiene un posizionamento neutrale a livello azionario, considerando anche il livello di valutazioni raggiunte, privilegiando gli Stati Uniti, visto il livello di redditività delle aziende e l’esposizione più contenuta al settore manifatturiero, relativamente più debole di quello dei servizi. A differenza del recente passato, però, si attende che il rally del mercato si allarghi ai settori che sono stati sino a ora ignorati. Per quanto riguarda l’Europa, la debolezza dei dati economici porta l’asset manager a sottopesare le azioni, nonostante l’attrattività dei multipli. Il cambiamento positivo della politica in Cina dovrebbe contribuire a migliorare la performance dei mercati emergenti, in particolare data la domanda finale nei mercati sviluppati ancora resiliente. Le valutazioni rimangono interessanti e il posizionamento di mercato è relativamente sottopesato. Tuttavia, continuano a monitorare attentamente le politiche future e il loro impatto sui fondamentali, soprattutto alla luce dei recenti bruschi movimenti dei prezzi degli asset cinesi. Rimane l’esposizione alle materie prime, con un leggero sovrappeso nell’oro, utilizzata come protezione del portafoglio da rischi inflazionistici e geopolitici; per tale ragione è diventata strutturale.

TORNA LA DECORRELAZIONE TRA BOND ED EQUITY

Anaïs Brunner, fixed income strategist, sostiene che il processo disinflativo abbia fatto sì che le obbligazioni siano tornate a svolgere il loro ruolo di decorrelazione rispetto ai mercati azionari in un portafoglio multi-asset. Brunner considera i rendimenti attuali ancora degno di attenzione e, di conseguenza, li considera un’opportunità da cogliere visto che le banche centrali dovrebbero continuare a tagliare i tassi nei prossimi mesi. Nello specifico, nell’ambito delle obbligazioni governative, vi è una propensione per una lunga duration nei mercati in cui sono previsti tagli alle politiche. Ubs Am ritiene altresì attrattive le obbligazioni corporate con rating investment grade, in particolare quelle in euro. È positiva, in modo selettivo, anche sulle obbligazioni in valuta locale dei paesi emergenti, che sono stati in grado di mantenere prima l’inflazione sotto controllo, grazie a politiche monetarie più proattive; inoltre, tassi più bassi della Fed e le prospettive di un dollaro Usa meno forte sono un fattore positivo per le valute di questi paesi. Una delle e principali preferenze è l’obbligazionario Euro high yield. Questa asset class è cresciuta molto negli ultimi dieci anni, migliorando la liquidità e i fondamentali.