A cura di Victor Szabo, gestore Emerging market debt di abrdn

La maggiore incognita per i mercati emergenti nei prossimi mesi è rappresentata dai risultati delle elezioni presidenziali statunitensi. Valutare cosa potrebbe accadere è una sfida, sia a causa dell’incertezza sull’esito di una competizione molto serrata, sia per la mancanza di dettagli su molte delle politiche annunciate dai candidati.

Viktor Szabo

Abbiamo provato a individuare diversi scenari e i loro possibili effetti sul debito dei mercati emergenti, con particolare attenzione all’influenza della Fed e alla direzione che potrebbe prendere la politica commerciale statunitense.

Vittoria di Harris

Con una vittoria democratica alla Casa Bianca e al Congresso, ci aspettiamo che Harris porti avanti molte delle politiche attuali. Le proposte di aumento della spesa e delle tasse per le aziende e le famiglie più ricche potrebbero stimolare l’economia statunitense. Ma finirebbero per frenare la crescita, incidendo sugli investimenti aziendali.

Nel breve termine, potremmo assistere a un aumento dei rendimenti dei Treasury e del dollaro. Mentre nel medio termine, i mercati emergenti potrebbero beneficiare della ricerca di opportunità da parte degli investitori, a seguito del rallentamento della crescita statunitense.

Se da un lato ci si aspetta che Harris porti avanti le attuali politiche commerciali, dall’altro è probabile che sia più selettiva nella scelta dei paesi da colpire con i dazi. Questo è un bene per i mercati emergenti, fondamentali nelle catene di fornitura globali e grandi esportatori di materie prime. Importanti saranno anche il suo impegno nel cambiamento climatico e gli investimenti nell’energia green, che potrebbero favorire le economie emergenti.

Vittoria di Trump

Una presidenza Trump e un controllo repubblicano del Congresso potrebbero rilanciare l’economia USA attraverso agevolazioni fiscali per le aziende. Ciò avrebbe probabilmente un effetto inflazionistico, limitando la capacità della Fed di ridurre i tassi di interesse per sostenere la crescita ed esercitando una pressione al rialzo sui rendimenti del debito pubblico e sul dollaro.

Questo è lo scenario peggiore per i mercati emergenti: la politica di Trump potrebbe aggravare la guerra commerciale con la Cina, con conseguente aumento dell’inflazione, costringendo la Fed ad alzare nuovamente i tassi di interesse e rafforzare il dollaro. Ne seguirebbero probabilmente deflussi di investimenti dai paesi emergenti.

Il sostegno repubblicano all’aumento della produzione petrolifera del Paese potrebbe far scendere i prezzi globali del petrolio. E portare a un riequilibrio dei flussi di capitale tra i mercati emergenti esportatori e importatori netti di petrolio.

Congresso diviso

In uno scenario di Congresso diviso, le conseguenze sui mercati emergenti sono difficili da prevedere. Harris potrebbe trovarsi di fronte a un’intransigenza fiscale e a questioni legate al tetto del debito interno. Mentre Trump potrebbe concentrarsi maggiormente sulla politica commerciale. Una legislatura divisa limiterebbe la capacità del nuovo presidente di attuare le sue misure politiche, ad eccezione degli affari esteri e del commercio, portando quindi a risultati più moderati.

Politica commerciale e protezionismo

Indipendentemente dall’esito delle elezioni, si prevede che la prossima amministrazione manterrà una posizione più protezionistica sul commercio globale. Harris potrebbe puntare su alleanze strategiche e accordi commerciali stabili, Trump potrebbe preferire accordi bilaterali e alleanze più fluide.

Il ruolo della Fed

A fine settembre la Fed ha tagliato i tassi di interesse. Le banche centrali dei paesi emergenti l’hanno preceduta. Ma l’esempio della Fed potrebbe incoraggiare un ulteriore allentamento monetario in questi mercati.

I tassi reali di molte economie emergenti sono più alti di quelli degli Stati Uniti, soprattutto in America Latina. È probabile che le banche centrali dei paesi emergenti siano caute nelle prossime decisioni sui tassi, per via della necessità di moderare l’inflazione.

In conclusione, la volatilità dei mercati e la forza del dollaro potrebbero ritardare il ciclo di allentamento dei mercati emergenti. Mentre nel caso di una presidenza di Trump, un’escalation della guerra commerciale potrebbe limitare la possibilità di ridurre i tassi di interesse.