A cura di Financial Equity e Global Equity di Algebris Investments

La divergenza tra concentrazione e valore nei mercati azionari

Il mercato azionario globale è diventato sempre più polarizzato e concentrato, con una crescente predominanza degli Stati Uniti, ora 11 volte più grande del secondo Paese per capitalizzazione.

Tale polarizzazione non si manifesta solo tra i vari Paesi, ma anche al loro interno. Nelle economie avanzate infatti, le aziende più grandi hanno visto negli ultimi anni aumentare la propria fetta di mercato.

In ogni caso, è ancora possibile trovare valore all’interno degli indici e la selezione dei titoli diventa sempre più importante. Sebbene gli indicatori aggregati possano suggerire che il mercato azionario risulti sopravvalutato, un’analisi più attenta rivela una notevole divergenza.

Mentre i titoli più importanti sono scambiati a valutazioni più elevate rispetto ai livelli osservati dall’inizio degli anni 2000, la maggior parte degli altri titoli presentano prezzi molto più ragionevoli.

Il grande divario del lusso: perché i marchi di alta gamma continuano a vincere

Dopo 15 anni di crescita sostenuta, il 2024 si è rivelato un anno difficile per il settore del lusso, con una crescita che si è rivelata piatta o leggermente negativa. Le cause sono riconducibili a una serie di fattori quali la debolezza delle condizioni macroeconomiche, l’aumento dell’inflazione e il rallentamento della crescita del PIL in mercati chiave come quello cinese. Pensiamo inoltre che ciò sia dovuto alla normalizzazione della spesa dopo il boom di Covid e al cambiamento del comportamento dei consumatori, passato dai beni alle esperienze.

La conseguenza è stata un’ulteriore polarizzazione del mercato tra gli operatori di fascia alta (marchi del lusso assoluto, come Hermès, Brunello Cucinelli e Ferrari) e il resto del mercato, con i primi che hanno comunque registrato una crescita positiva a due cifre nel 2024. Recentemente, Richemont ha registrato una crescita delle vendite a due cifre durante le festività natalizie, trainata principalmente dalla divisione di alta gioielleria di Cartier e Van Cleef.

Questa polarizzazione è direttamente proporzionale all’anelasticità della domanda in risposta agli aumenti di prezzo, con gli operatori di fascia alta che continuano ad aumentare i prezzi mantenendo forti margini e una sana generazione di FCF.

In questo contesto di incertezze economiche e finanziarie dovute alle tensioni geopolitiche e ai dazi, unite all’aumento dei salari e a un’inflazione ancora forte, riteniamo che questa polarizzazione sia destinata a intensificarsi. I marchi di alta qualità e a produzione limitata che vantano un forte patrimonio e valori di marca consolidati possono potenzialmente emergere come vincitori chiave.