L’economic team di Payden & Rygel approfondisce le ultime decisioni di politica monetaria della Reserve Bank of Australia
Questa settimana la Reserve Bank of Australia (RBA) ha ridotto il suo tasso d’interesse di riferimento principale di 25 punti base, portandolo dal 4,35% al 4,10%, e diventando così l’ultima grande banca centrale ad inaugurare un ciclo di tagli dei tassi.
All’indomani della pandemia, in un contesto di inflazione elevata a livello globale, l’Australia ha intrapreso la cosiddetta “strada stretta”, un approccio alternativo per combattere le pressioni sui prezzi e riportare l’inflazione all’interno dell’intervallo del 2-3%, preservando al tempo stesso i progressi ottenuti nel mercato del lavoro in epoca Covid.
ln altre parole, la RBA ha mantenuto una politica monetaria significativamente meno restrittiva rispetto alle altre banche centrali, il che ha comportato, di converso, un percorso di tagli più lento. Finora si tratta di una storia di successo: con un’inflazione in calo al 3,2% nell’ultimo trimestre del 2024, l’obiettivo del 2-3% della RBA è ormai vicino.
Al tempo stesso, il governatore Bullock si è detto piacevolmente stupito dalla solidità del mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è al 4,1%, vicino ai minimi storici, mentre i dati pubblicati la scorsa settimana mostrano come in gennaio la percentuale di persone occupate rispetto alla popolazione abbia messo a segno un record assoluto.
Riflettendo sugli sviluppi economici, l’inflazione è stata domata, ma il mercato del lavoro australiano oggi impiega più persone che mai. Che la “strada stretta” possa essere un modello da seguire per le altre banche centrali?

