A cura di Elizabeth Martins, Senior Economist di HSBC 

Il momento di cui gli economisti europei parlano da due decenni potrebbe essere arrivato: l’allentamento fiscale tedesco. La riforma tedesca del freno all’indebitamento potrebbe cambiare le carte in tavola in campo fiscale.

La vita ti arriva addosso velocemente

Sembra che il ritmo della storia si sia accelerato nell’ultima settimana. La scorsa settimana, abbiamo accennato alla cautela del neoeletto cancelliere tedesco Friedrich Merz riguardo a una riforma del freno al debito a breve termine.

Una settimana dopo, dopo un ciclo di notizie da montagne russe durante il fine settimana, sta accadendo. Sono stati concordati centinaia di miliardi di euro di investimenti per la difesa e le infrastrutture, oltre a un allentamento delle regole per l’indebitamento degli Stati.

Certo, dovrà passare al vaglio del Bundestag e dovrà essere affrontata la questione della compatibilità con le regole fiscali dell’UE. Ma il mercato obbligazionario e quello valutario non sembrano avere dubbi: è arrivato il momento tanto atteso dagli economisti europei.

Le economie hanno bisogno di sostegno

I mercati vedono chiaramente le notizie fiscali come positive per la crescita economica europea. E, in effetti, i dati più recenti sottolineano la necessità di una spinta (anche se, per ora, si tratta solo di sentiment).

Il PMI composito finale dell’eurozona si è attestato a 50,2 a febbraio, con le imprese che hanno segnalato condizioni di domanda non favorevoli e volumi di attività in calo. Tuttavia, questo dato aggregato piatto è composto da un’ampia gamma di paesi, con la Spagna al top (55,1) e la Francia al fondo (45,1).

La performance positiva della Spagna si applica anche ai mercati del lavoro, con il secondo più grande aumento di febbraio nelle registrazioni di posti di lavoro dal 2007. Altrove, invece, la situazione è meno rosea. Il Pil italiano è cresciuto di appena lo 0,1% nel quarto trimestre (0,6% su base annua) e la disoccupazione tedesca è aumentata di nuovo a febbraio per il 26° mese consecutivo.