Julie Dickson, Investment Director per l’azionario di Capital Group
I mercati si stanno ampliando – un buon segno per gli investitori
La fase di dominanza delle Magnifiche 7 potrebbe essere giunta al termine. I mercati azionari globali si stanno ampliando, con un numero crescente di società che contribuisce al risultato al di fuori del ristretto gruppo di titoli tecnologici USA associati all’intelligenza artificiale.
Da aprile 2025, quando gli USA hanno annunciato nuovi dazi nei confronti della maggior parte dei partner commerciali, i principali mercati non statunitensi hanno sovraperformato sia le Magnifiche Sette (Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, NVIDIA e Tesla) sia l’indice S&P 500.

Nel contesto della ristrutturazione globale in atto, questa tendenza potrebbe proseguire, soprattutto considerando l’aumento della spesa per infrastrutture e difesa in Europa e le riforme societarie in Giappone e in altre economie asiatiche, che hanno contribuito a sostenere le valutazioni.
Anche all’interno del mercato USA si osserva un ampliamento della partecipazione al rally: a fine novembre 2025, circa il 60% delle società comprese nell’indice S&P 500 trattava al di sopra della propria media mobile su 200 giorni. Le opportunità di investimento oggi non mancano: dalle società industriali che beneficiano di un nuovo ciclo di investimenti, alle aziende tech coinvolte nel boom dell’IA, fino ai titoli finanziari favoriti dalla potenziale riforma normativa nel 2026.
L’insieme di opportunità legate all’intelligenza artificiale pervade l’economia
Quali sono le società meglio posizionate per beneficiarne nel lungo periodo? Sono emerse tre aree distinte di opportunità di investimento legate all’IA: lo stack tecnologico a quattro livelli che alimenta i sistemi di intelligenza artificiale, le società che forniscono infrastrutture operative e le organizzazioni che adottano le applicazioni per migliorare la produttività.
Microsoft, Alphabet, Meta e altri gruppi dispongono degli incentivi e delle risorse necessarie per continuare a investire in modo aggressivo, generando una domanda crescente di semiconduttori avanzati e infrastrutture. Gli sviluppatori dell’IA sono inoltre alla ricerca di fonti energetiche alternative per soddisfare un fabbisogno di elettricità in rapida crescita. Ad esempio, il mercato dei piccoli reattori nucleari modulari (SMR) dovrebbe crescere fino a US$13,8 miliardi entro il 2032, creando opportunità per produttori come RollsRoyce, GE Vernova e Hitachi. Già oggi, aziende operanti nei settori finanziario, sanitario e dei media hanno adottato l’IA per rafforzare il proprio vantaggio competitivo. Siamo ancora nelle fasi preliminari dello sviluppo e della diffusione dell’intelligenza artificiale e, nel prossimo decennio, ci aspettiamo che l’IA diventi pervasiva.
L’ondata di investimenti in Europa potrebbe incentivare i mercati
L’Europa sta investendo nel suo futuro, con risultati potenzialmente trasformativi. L’ambizioso piano di stimolo infrastrutturale della Germania da €500 miliardi (circa il 12% del PIL) è destinato a rimodellare il panorama economico europeo. Con circa metà della spesa prevista entro il 2029, l’obiettivo è sostenere la crescita, incentivare la competitività e rafforzare la sicurezza regionale. Circa il 20% dello stimolo è destinato a progetti legati al clima, che potrebbero creare opportunità per società come Schneider Electric.
Con l’81% dei propri ricavi derivanti dalla gestione dell’energia, comprese la distribuzione a bassa tensione e l’automazione, Schneider supporta l’elettrificazione negli edifici, nei trasporti e nelle infrastrutture. I piani di stimolo della Germania potrebbero favorire un’ampia gamma di società industriali, incluse quelle posizionate ai livelli più alti della catena del valore, come gli sviluppatori di software industriale.
L’Europa è la sede di leader di primo piano in quest’ambito. Siemens, ad esempio, investe l’8% del fatturato in ricerca e sviluppo, circa il doppio rispetto ai concorrenti statunitensi. Più in generale, l’impegno della NATO ad aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035 ha riacceso l’interesse degli investitori, ma la selettività resta fondamentale.
La divisione aerospazio e difesa di Rolls-Royce ha registrato una crescita robusta, ma l’aumento del fabbisogno di energia elettrica potrebbe sostenere anche il business legato ai piccoli reattori nucleari modulari.
Mercati emergenti: da produttori di hardware a innovatori nel software
I mercati emergenti (ME) stanno rapidamente diventando il motore della trasformazione industriale globale, trainati da ingenti investimenti nei veicoli elettrici (VE), nella robotica e nella manifattura legata all’IA, inclusi i semiconduttori. In un contesto di cambiamenti demografici e geopolitici, i ME sono destinati a contribuire a circa il 65% della crescita globale entro il 2035. Tuttavia, il vantaggio competitivo di lungo periodo della regione dipenderà non solo dall’eccellenza nell’hardware, ma anche dalla capacità di evolvere verso l’innovazione in campo software e sistemi.
La Cina domina la supply chain dei veicoli elettrici, dalla produzione di batterie alla lavorazione delle terre rare. Taiwan e Corea del Sud rivestono un ruolo centrale nella supply chain globale dei chip per l’IA e sono destinate a beneficiare dell’aumento degli investimenti nel settore. Nella robotica umanoide, la rapida espansione della Cina sta aprendo nuove frontiere, con applicazioni promettenti nell’assistenza agli anziani e nella logistica.
In un contesto in cui parte dei ME affronta l’invecchiamento della popolazione, la spinta all’automazione dei servizi ad alta intensità di lavoro potrebbe portare i robot umanoidi in prima linea nell’innovazione. Eppure, i ME sono ancora in ritardo nello sviluppo delle “menti” delle macchine. I modelli IA di base, i sistemi operativi e le infrastrutture cloud restano concentrati nei mercati sviluppati. Questo gap tra hardware e software si sta ampliando, man mano che l’IA diventa il tessuto connettivo tra i settori a livello globale.
Per preservare il proprio vantaggio nel lungo periodo, diverse economie dei ME stanno investendo sia nelle infrastrutture fisiche sia nell’intelligenza digitale, concentrando risorse nello sviluppo di ecosistemi locali di IA, nella creazione di piattaforme interoperabili e nella formazione di talenti in grado di coniugare competenze ingegneristiche e data science. I segnali di cambiamento sono visibili: l’ingresso della Cina nell’IA generativa, la crescita delle esportazioni di software dell’India e una nuova spinta alla trasformazione digitale in America Latina.
In ultima analisi, il prossimo passo cruciale per i ME sarà quello di fondere la forza manifatturiera con una maggiore sofisticazione software, trasformando le macchine prodotte in sistemi intelligenti capaci di adattarsi, apprendere e operare in modo autonomo.


