La parola è tornata prepotentemente al centro dell’economia mondiale: DAZI.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato una politica commerciale aggressiva, riaprendo uno scenario di guerra commerciale tra Stati Uniti, Europa e Cina. Una mossa che sta già facendo tremare mercati, supply chain e investitori istituzionali.
Ma cosa sta succedendo davvero? E soprattutto: quali sono le conseguenze per chi investe?
Europa nel mirino: rischio ritorsioni?
L’Unione Europea sta valutando contromisure. Bruxelles ha già in passato reagito a politiche protezionistiche statunitensi con dazi mirati su prodotti simbolici americani.
Il rischio concreto è l’avvio di una spirale di ritorsioni che potrebbe:
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comprimere gli scambi internazionali
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aumentare i costi per le imprese
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alimentare nuova inflazione importata
Secondo analisti di WTO, un aumento diffuso delle barriere commerciali avrebbe effetti particolarmente negativi sulle economie esportatrici europee, Italia inclusa.
Mercati finanziari: perché la volatilità può aumentare
I dazi non sono solo una questione politica. Sono un fattore diretto di volatilità finanziaria.
Ecco perché:
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Impattano sugli utili delle multinazionali
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Modificano le catene di approvvigionamento
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Influenzano inflazione e politiche monetarie
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Cambiano le aspettative sui tassi
Il più grande asset manager mondiale, BlackRock, ha recentemente sottolineato come la frammentazione geopolitica stia diventando un driver strutturale nei modelli di asset allocation.
iamo davanti a una nuova de-globalizzazione?
La vera domanda è questa: stiamo entrando in una nuova era?
Dopo decenni di globalizzazione spinta, il mondo sembra muoversi verso:
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regionalizzazione delle catene produttive
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maggiore protezionismo
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alleanze economiche strategiche
Se questa tendenza si consoliderà, i portafogli dovranno adattarsi strutturalmente, non solo tatticamente.

