La Next Generation non è solo il futuro, ma già il presente del private banking: giovani clienti con nuove aspettative, linguaggi e bisogni stanno ridefinendo le regole del settore. Per accompagnare questa trasformazione, Banca Generali punta su un modello che integra innovazione tecnologica, formazione strutturata e valorizzazione dei talenti, rafforzando il legame di fiducia tra banker e nuove generazioni.
Quali sono le vostre iniziative che hanno come obiettivo principale l’acquisizione e la fidelizzazione della Next Generation?
Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali: “Oggi i giovani rappresentano il 21% della clientela private, con una ricchezza stimata in 280 miliardi di euro, ma saranno loro a guidare la gestione del patrimonio nei prossimi anni, un fattore di trasformazione per l’intera industria del private banking.
Per rispondere a questa sfida, integriamo tecnologia e relazione umana, investiamo sull’educazione finanziaria (attraverso eventi formativi e di dialogo con i più giovani membri delle famiglie clienti) e soprattutto rafforziamo il rapporto di fiducia con i clienti delle nuove generazioni, investendo in modo strutturale nel ricambio generazionale tra i nostri banker, valorizzando il talento dei giovani professionisti.
Per avviare alla professione e formare private banker avvezzi a rapportarsi a clienti più giovani con linguaggi e schemi più appropriati, abbiamo messo in campo programmi specifici che coniugano la formazione teorica (nel 2025 abbiamo erogato ai consulenti circa 5.000 ore uomo di studio e approfondimento, con circa 100 ore in media di formazione per banker e 12 giornate dedicate) con il supporto quotidiano pratico e umano offerto da una struttura di consulenti esperti, in grado di trasmettere le soft skill alla base della professione e la soddisfazione che il mestiere di private banker sa regalare.
Si tratta di BG People, capitanata dal sales manager strategico Massimiliano Ruggiero e forte di una squadra di professionisti di grande esperienza: Valeria Porcu, Alessandra Cola, Ivo Ruggeri, Davide Piovera e Valerio Zanna, ognuno dei quali porta il suo bagaglio specifico di eccellenze utili a formare i private banker di domani.
I giovani consulenti di Banca Generali possono poi contare sulla figura del trainer di riferimento sul territorio, oltre che sulla struttura del team. Le squadre verticali, infatti, hanno il ricambio generazionale tra i loro obiettivi chiave, realizzato attraverso un percorso comune, in grado di assicurare crescita professionale ai banker più giovani e supporto alle figure più senior.
A questo si affiancano il sostegno economico, con un piano d’ingresso di tre anni per tutelare i neo-inseriti, la forza del brand e la completezza dell’offerta. Tornando al fronte degli strumenti digitali, stiamo investendo sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale con le progettualità digitali, per avvicinare questo paradigma di efficienza con le dinamiche uniche della consulenza patrimoniale e mettere la tecnologia al servizio della relazione consulente-cliente. Questo perché i clienti più giovani e avvezzi all’utilizzo dei migliori tool tecnologici vogliono insight contestuali in tempo reale, raccomandazioni personalizzate e accesso immediato ai consulenti, non solo report manuali o revisioni periodiche. Siamo andati in questa direzione con la nuova versione dell’app mobile banking, completamente rinnovata per offrire una user experience sempre più personalizzabile, intuitiva e fluida”.

