Growth: sottovalutare o escludere le opportunità offerte dal growth potrebbe rivelarsi un errore. John Lamb, Investment director di Capital Group

growth

 

I quindici anni successivi alla crisi finanziaria globale

Con il senno di poi, i quindici anni successivi alla crisi finanziaria globale hanno rappresentato un contesto ideale per gli investimenti growth. Tassi di interesse eccezionalmente bassi, una crescita economica moderata e l’affermazione di una nuova generazione di modelli di business a basso impiego di capitale, sostenuti dalla diffusione di Internet mobile e del cloud computing, hanno alimentato uno dei cicli di crescita più lunghi della storia dei mercati. In questo periodo, investire in modo passivo in titoli growth, tecnologici o legati a specifici temi di investimento si è rivelata una strategia vincente per sovraperformare il mercato nel suo complesso.

Oggi, però, il contesto è cambiato. Negli ultimi anni lo scenario economico globale, gli equilibri geopolitici e il panorama tecnologico hanno subito profonde trasformazioni, rendendo meno scontato che i fattori favorevoli che hanno sostenuto il decennio precedente possano continuare a produrre gli stessi effetti. Queste dinamiche, unite a valutazioni già elevate e a una forte concentrazione dei mercati — con i primi dieci titoli dell’indice MSCI ACWI Growth che rappresentano oltre il 40% dell’intero indice — stanno generando potenziali ostacoli sempre più rilevanti per gli investitori orientati alla crescita.

Non archiviare il growth

Oggi, forse più che in qualsiasi altro momento recente, viviamo in un mondo caratterizzato da profonde trasformazioni e continue discontinuità. Ed è proprio questo contesto a continuare a offrire interessanti opportunità di crescita strutturale per gli investitori di lungo periodo, in particolare in tre aree chiave:

L’intelligenza artificiale ha il potenziale per rappresentare uno dei cicli tecnologici più influenti della nostra epoca e ci troviamo ancora nelle sue fasi iniziali. Una parte significativa dell’attenzione degli investitori si è concentrata sull’enorme volume di capitali già destinati a questa tecnologia. Dal punto di vista degli investitori, uno degli aspetti più interessanti dell’intelligenza artificiale è l’ampiezza delle opportunità che offre. Sebbene il dibattito pubblico tenda a concentrarsi su un numero limitato di aziende protagoniste della rivoluzione AI, le opportunità di investimento si estendono a un universo molto più vasto di società.

Una differenza fondamentale rispetto ai precedenti cicli tecnologici è che l’intelligenza artificiale richiede ingenti investimenti infrastrutturali. Di conseguenza, i fornitori delle cosiddette picks and shovels — le “pale e i picconi” della rivoluzione AI, ovvero le componenti hardware essenziali per il funzionamento dei data center — potrebbero rappresentare opportunità particolarmente interessanti. Molti di questi prodotti sono caratterizzati da vincoli di offerta e da una domanda in forte crescita.

Le aziende coinvolte in questa filiera operano in numerosi sottosettori differenti. Nel tempo, inoltre, è probabile che il valore creato si estenda progressivamente lungo tutta la catena dell’innovazione, non solo nel software ma anche nelle applicazioni fisiche dell’intelligenza artificiale, come la robotica e i veicoli autonomi.

Una nuova età dell’oro per l’innovazione sanitaria

Nonostante gli straordinari progressi compiuti dalla medicina negli ultimi cento anni, molte delle patologie più diffuse e invalidanti continuano a non disporre di trattamenti realmente efficaci.

Il settore sanitario continua, infatti, a essere uno dei comparti più innovativi dell’economia globale, ma oggi tratta a valutazioni significativamente inferiori rispetto al mercato nel suo complesso. Solo durante la crisi finanziaria globale del 2008 e durante la pandemia di Covid-19 il settore sanitario ha registrato valutazioni relative così contenute rispetto agli altri comparti azionari.

Settore Industriale

Molte aziende stanno beneficiando di una serie di tendenze strutturali di lungo periodo che potrebbero modificare profondamente la natura del loro business, trasformandolo da fortemente ciclico a orientato a una crescita strutturale e duratura. Per queste società non si tratta soltanto di beneficiare passivamente dei cambiamenti in atto.