Usa ed elezioni di midterm. La corsa per il controllo delle due camere del Congresso statunitense indica chiaramente la prospettiva di un governo diviso. Samy Chaar (Chief Economist, CIO Svizzera, Banque Lombard Odier & Cie SA) e Filippo Pallotti (Macro Strategist, Banque Lombard Odier & Cie SA)

Alle elezioni di midterm del 3 novembre, è previsto che i candidati democratici conquistino la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. La sfida per il Senato, dove inizialmente ci si attendeva che i repubblicani mantenessero la maggioranza, è diventata più competitiva. Per gli investitori, questo scenario limiterebbe il margine di manovra del presidente Trump, anziché implicare importanti cambiamenti nelle politiche.
Punti chiave:
È probabile che le elezioni di midterm statunitensi del novembre 2026 portino a un governo diviso, con i democratici che dovrebbero conquistare la Camera dei Rappresentanti e una maggioranza democratica al Senato che appare sempre più possibile.
Le perdite subite dal partito del presidente nelle elezioni di midterm sono una caratteristica della politica statunitense, più che un’anomalia storica. La politica commerciale ed estera rimarrà comunque nelle mani del presidente, indipendentemente dall’esito elettorale.
Un governo diviso creerà tuttavia una situazione di stallo legislativo, lasciando invariati i principali orientamenti della politica economica: la politica fiscale sarebbe di fatto in «pilota automatico», diventando un moderato freno alla crescita nei prossimi trimestri.
Gli investitori dovrebbero aspettarsi un aumento delle tensioni politiche e una certa volatilità dei mercati in prossimità del voto, ma pochi cambiamenti rispetto al percorso di fondo della politica statunitense e delle condizioni economiche.

