Gil Fortgan, Washington Associate Analyst, T. Rowe Price
Sebbene le elezioni di midterm negli Stati Uniti tendano ad attirare meno attenzione rispetto alle elezioni presidenziali, l’impatto che possono avere sui mercati e sugli investitori può essere comunque significativo. Le consultazioni di novembre offriranno indicazioni sul ruolo dell’intelligenza artificiale come tema politico e contribuiranno a delineare il panorama politico in vista delle elezioni presidenziali del 2028.
Cosa potrebbe cambiare a Washington
Se i Democratici dovessero conquistare il controllo del Senato o della Camera dei rappresentanti, la capacità dell’amministrazione Trump di approvare provvedimenti legislativi di ampia portata sarebbe limitata dalla necessità di raggiungere un accordo bipartisan.

In questo scenario, l’attività legislativa sarebbe probabilmente circoscritta ai provvedimenti necessari, come le leggi di bilancio e le proroghe dei programmi relativi all’agricoltura e ai trasporti di superficie. Un governo diviso potrebbe ritardare l’approvazione dei provvedimenti e favorire accordi di breve periodo, influenzando potenzialmente la portata e l’entità di eventuali aumenti dei finanziamenti.
Anche i negoziati in materia fiscale potrebbero diventare più conflittuali in presenza di un governo diviso, in particolare per quanto riguarda il tetto al debito, ossia il limite legale all’ammontare che il governo statunitense può prendere in prestito per far fronte agli impegni già assunti. L’attuale tetto al debito, pari a 41.100 miliardi di dollari, dovrebbe essere raggiunto nel corso del 2027. L’innalzamento o la sospensione di tale limite richiede l’approvazione del Congresso e segnali di negoziati prolungati potrebbero contribuire ad aumentare la volatilità dei mercati finanziari.
Al contrario, se i Repubblicani mantenessero il controllo unificato del governo, l’amministrazione avrebbe maggiore margine di manovra per portare avanti la propria agenda legislativa.
Detto questo, è improbabile che i risultati delle elezioni di midterm determinino un cambiamento radicale nell’indirizzo delle politiche. Molte delle priorità dell’amministrazione Trump in materia di commercio, geopolitica e deregolamentazione sono state perseguite attraverso provvedimenti esecutivi. Ci aspettiamo che ciò continui indipendentemente dall’esito elettorale.
Politiche sull’IA: un tema chiave da monitorare
Le elezioni di midterm hanno già offerto un primo assaggio di come potrebbe evolversi il dibattito politico sull’intelligenza artificiale. Non solo il boom nella costruzione dei data center ha suscitato preoccupazioni per il consumo di acqua e il costo dell’elettricità, ma sono emerse anche diffuse inquietudini riguardo alle possibili conseguenze dell’IA per la società e l’occupazione.
In particolare, i governatori di Texas e Pennsylvania, entrambi candidati alla rielezione, hanno annunciato provvedimenti esecutivi riguardanti la costruzione di data center. Pur essendo formulati in modo netto, tali provvedimenti prevedevano in generale restrizioni incrementali sui progetti speculativi. Nessuna delle misure annunciate dai due candidati alla carica di governatore sembra destinata a fermare i progetti legittimi.
Finora, i modelli di IA sono diventati obiettivi politici soprattutto in relazione alle questioni di sicurezza dei consumatori. Anche specifici progetti e il rendimento del capitale proprio di alcune utility sono stati sottoposti a esame. Le restrizioni a livello statale potrebbero avere implicazioni per alcune società elettriche e per le aziende di ingegneria e costruzioni. Tuttavia, è probabile che i progetti di data center si spostino verso gli Stati caratterizzati da un contesto normativo più favorevole.
Stiamo monitorando attentamente il sentiment nei confronti dei data center e dell’IA, così come le posizioni assunte dai politici e il modo in cui queste vengono premiate o penalizzate dagli elettori. Le elezioni di midterm potrebbero fornire una prima indicazione dell’appetito politico per una maggiore regolamentazione dell’IA negli anni a venire e della forma che tali politiche potrebbero assumere a livello nazionale.
Cosa potrebbero dirci le elezioni di midterm sul 2028
Le elezioni di midterm hanno assunto un’importanza crescente anche in vista del ciclo elettorale presidenziale del 2028. La decisione della Corte Suprema dell’aprile scorso ha modificato l’interpretazione del Voting Rights Act, aprendo la strada a ricorsi e a possibili modifiche delle mappe dei distretti congressuali a livello statale. Questi interventi di ridefinizione dei collegi potrebbero modificare gli equilibri di potere alla Camera nelle future elezioni.
In questo contesto, sarà importante monitorare il numero di seggi al Senato che i Repubblicani riusciranno a mantenere nelle elezioni di midterm. Se emergeranno dalle urne con 51 o 52 seggi, potrebbero trovarsi in una posizione favorevole per mantenere il controllo del Senato anche nel 2028. In combinazione con possibili modifiche alla mappa dei distretti della Camera, ciò potrebbe avere importanti implicazioni sul panorama delle politiche pubbliche nel 2029.

Quali sono implicazioni delle elezioni di midterm per i mercati? Tim Murray, Capital Markets Strategist, T. Rowe Price, ha commentato:

“Un governo diviso potrebbe ridurre la probabilità di cambiamenti politici di ampia portata e, di conseguenza, l’incertezza politica per i mercati finanziari. Ciò potrebbe favorire il dollaro statunitense, ma pesare sui metalli preziosi, considerato il livello di rischio politico attualmente incorporato nei prezzi. Anche il reddito fisso potrebbe, seppur marginalmente, ricevere un certo sostegno da questo scenario. L’incertezza politica è stata, infatti, uno dei fattori che hanno contribuito all’aumento del premio a termine, ossia il rendimento aggiuntivo richiesto dagli investitori per detenere titoli del Tesoro con scadenze più lunghe anziché strumenti a più breve termine.
Tuttavia, permangono ragioni per cui i rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza potrebbero restare elevati. È probabile che l’inflazione rimanga al di sopra dell’obiettivo, mentre il deficit fiscale dovrebbe mantenersi su livelli elevati. Gli ampi disavanzi federali richiederanno un consistente e continuo ricorso all’emissione di titoli del Tesoro, esercitando potenzialmente una pressione al rialzo sui rendimenti a più lunga scadenza.
Al contrario, una netta vittoria dei Repubblicani potrebbe pesare sul dollaro statunitense. Anche il reddito fisso potrebbe essere sottoposto a pressioni qualora tale esito rafforzasse le aspettative di politiche in grado di alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche.
Per quanto riguarda i mercati azionari, le implicazioni potrebbero dipendere non solo dal partito vincitore, ma anche dalla composizione del nuovo Congresso. Ad esempio, uno spostamento verso esponenti politici più progressisti, soprattutto se accompagnato da un maggiore sostegno a imposte sulla ricchezza e ad altre politiche redistributive, potrebbe destare preoccupazione tra gli investitori. Al contrario, una componente più moderata potrebbe essere accolta più favorevolmente dai mercati azionari.”


