Costruito da Anthropic, nasce “Claude for financial advisors”, che non fornisce consigli d’investimento, ma promette di restituire le ore che un consulente spende a preparare, riconciliare e verbalizzare.

Che cosa fa davvero, che cosa non è ancora collegabile dall’Italia e in quale punto si ferma la delega. Ma nello stesso tempo è in dirittura d’arrivo Rosebud, l’Ai di Anasf, che svolge circa gli stessi compiti del prodotto Usa, ma è pensato su misura per i professionisti italiani.

Michael Kitces, pianificatore finanziario, commentatore, oratore, blogger ed educatore americano, afferma: «Uno studio di consulenza passa in riunione con i clienti circa un sesto del proprio tempo». Il resto se ne va nel lavoro intorno alle riunioni: ricomporre informazioni sparse su tre sistemi per prepararsi, pianificare e poi verbalizzare ciò che si è detto. È su quei cinque sesti che punta “Claude for Financial Advisors”, presentato il 14 settembre al Future Proof Festival, la principale vetrina americana del settore. Non è un modello nuovo, né un robo-advisor. È costituito da due soli elementi: i connettori, che aprono a Claude i sistemi dove sono concentrati i dati del cliente e le skill, cioè le procedure già scritte per compiti ricorrenti.

Prima dell’incontro

Le procedure indicano in modo chiaro e preciso qual è il target di riferimento, ossia il pubblico ideale o i potenziali clienti del prodotto. La preparazione pre-incontro raccoglie posizioni, movimenti recenti e questioni rimaste aperte nell’ultimo confronto, una trascrizione in sintesi per il cliente, una bozza di email di riepilogo e le attività da caricare sul gestionale in un passaggio solo. La revisione del ribilanciamento segnala scostamenti dall’allocazione obiettivo e le posizioni concentrate e prepara la prima stesura della spiegazione che l’advisor scriverebbe da zero.

Un controllo successorio confronta l’assetto patrimoniale con l’intestazione effettiva dei conti e i beneficiari designati, andando a rileggere anche le dichiarazioni fiscali dell’anno prima, così che le incongruenze emergano prima che sia il cliente a scoprirle. Una scheda di primo colloquio organizza ciò che un potenziale cliente racconta in sintesi, gli appunti per l’analista e il promemoria di quanto è stato promesso. Inoltre, una procedura di inserimento collega gli strumenti dello studio a un nuovo collaboratore e gli prepara il primo incontro, con l’idea che sia già operativo dal primo giorno.

La risposta italiana

Ma anche Anasf sta lavorando da tempo a un prodotto molto simile, cui è stato dato il nome di Rosebud: «Rose è stata pensata cercando di capire come un consulente finanziario utilizza concretamente lo strumento Ai», spiega Luigi Conte, presidente Anasf.

«Quali domande pone, come le formula, che cosa realmente ha bisogno di sapere e come rispondere anche a interrogativi impliciti o latenti che si celano dietro alla formulazione finale. Poi, naturalmente, c’è tutto il lavoro sulle fonti e sulla costruzione delle risposte, ma l’obiettivo è conoscere meglio i bisogni dei colleghi e delle colleghe per offrire il migliore servizio alla categoria. Rose non è stata concepita come una “super-segretaria”, ma opererà nell’ambito delle competenze e dei servizi dell’Associazione e sarà collegata direttamente alle strutture competenti di Anasf. Offre una prima lettura del problema, indica i riferimenti utili e quando il caso richiede un approfondimento. Oppure, se la domanda non contiene tutti gli elementi necessari, indirizza il collega verso i professionisti dell’Associazione esperti della materia, facilitando la definizione del piano d’azione più adeguato. Talvolta la difficoltà non è soltanto tecnica, ma riguarda anche il tempo necessario per comprendere il problema, individuare il referente corretto e conoscere gli strumenti disponibili. Con Rose intendiamo offrire immediatamente un primo orientamento e rendere più semplice capire a chi rivolgersi e quali strumenti si hanno a disposizione».

 

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