Karin Kunrath, Chief investment officer, Raiffeisen Capital Management

Il mercato dei capitali si muove tra rischi geopolitici, inflazione, strette monetarie, margini fiscali al limite e valutazioni azionarie elevate. A questo scenario si contrappone un’economia globale resiliente, sostenuta dai massicci investimenti nell’IA, dalla crescita a due cifre degli utili dei colossi tech statunitensi e dalla tenuta di consumi e lavoro.
Sebbene i tassi di riferimento più elevati delle banche centrali e il livello dei rendimenti sul mercato obbligazionario siano giustificati da pressioni inflazionistiche, prezzi dell’energia e andamento economico positivo, per quanto riguarda le condizioni di finanziamento si sta gradualmente delineando un fattore di pressione anche per il mercato azionario.

Sul fronte obbligazionario, se da un lato i rendimenti più alti hanno restituito attrattiva alla asset class, dall’altro le tensioni fiscali, nell’Eurozona e soprattutto in Francia, hanno portato a un forte aumento dei rendimenti e degli spread, indebolendo l’euro. A ciò si aggiunge l’incertezza nel settore dei cosiddetti beni rifugio per le vicine elezioni di medio termine negli USA.
Nel breve termine non si escludono una maggiore volatilità e una correzione temporanea delle borse, che non precludono tuttavia un finale d’anno positivo, tanto più che le condizioni quadro generali, grazie ai dati economici e societari positivi registrati finora, continuano a favorire le classi di investimento più rischiose. Dopo aver mantenuto una posizione tattica quasi costantemente orientata verso le azioni a scapito delle obbligazioni, adottiamo ora un posizionamento neutrale.
Outlook sulle diverse asset class
Obbligazioni: Le turbolenze sui titoli di stato generano tensione
I rendimenti dei titoli di Stato europei e globali hanno registrato un nuovo forte rialzo. Oltre alla Francia, fonte di preoccupazione, va sottolineato che anche i rendimenti dei Treasury Usa hanno registrato un netto rialzo. Manteniamo un’esposizione ai governativi francesi e un atteggiamento cauto nei confronti di quelli italiani, poiché prevediamo che il differenziale di spread tra questi due mercati torni a ridursi nel medio termine, tanto più che nel caso della Francia il consolidamento di bilancio è più una questione di volontà che di capacità.
Sul fronte delle obbligazioni societarie, siamo prudenti verso il segmento a basso rating degli high yield in euro, mentre privilegiamo il segmento con rating più elevato dei corporate bond investment grade in euro. Le recenti turbolenze sui titoli di Stato hanno avuto, per la prima volta dopo molto tempo, il potenziale di destabilizzare i mercati delle obbligazioni societarie. In particolare, le tensioni sui governativi francesi avevano, a nostro avviso, il potenziale di mettere sotto pressione il mercato.
L’incertezza generale ha colpito anche i bond dei mercati emergenti, i cui rendimenti sono saliti vertiginosamente, in particolare per quelli in valuta forte (USD). Per molto tempo questo mercato non ha mostrato quasi alcuna reazione agli eventi macroeconomici o geopolitici. Attualmente, nell’ambito dell’asset allocation tattica, non abbiamo alcuna esposizione alle obbligazioni dei mercati emergenti.
Azionario: La dinamica positiva degli utili perde ampiezza di mercato

Nelle ultime settimane i mercati azionari dei paesi sviluppati hanno continuato a mostrare un andamento positivo. Il fattore di sostegno più forte rimane l’ottima evoluzione degli utili delle imprese. Il netto aumento dei tassi d’interesse non ha finora lasciato traccia sui mercati azionari.
Allo stesso tempo, però, l’ampiezza di mercato (il numero di società che partecipano a questo andamento positivo) ha subito recentemente un netto calo. Pertanto, nonostante i dati fondamentali rimangano attualmente positivi, riduciamo la nostra ponderazione azionaria ad un posizionamento neutrale.
I mercati azionari dei paesi emergenti potrebbero registrare risultati migliori rispetto a quelli dei mercati sviluppati. Ciò è fortemente trainato dal settore tecnologico, che si distingue in termini di performance. È interessante notare che, nonostante la performance, le valutazioni registrano un leggero calo. Ciò è dovuto alla forte crescita degli utili, in particolare nell’area asiatica, che domina l’intera regione dei mercati emergenti.
Materie prime: I metalli preziosi in leggero calo
I mercati globali delle materie prime hanno mostrato un andamento disomogeneo. Dopo una fase di temporaneo rafforzamento, i metalli preziosi hanno registrato un leggero indebolimento. Lo stesso vale per i metalli industriali. Le materie prime energetiche continuano a essere molto volatili a causa delle tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran. I prezzi dell’energia rimangono su livelli elevati. Attualmente, nell’asset allocation tattica non deteniamo alcuna posizione in materie prime.

