Quest’anno le banche sono state tra i maggiori emittenti, responsabili di gran parte dell’aumento della nuova offerta obbligazionaria tesa a finanziare la crescita dei propri bilanci. Bond Bulletin a cura di J.P Morgan AM

Ci aspettiamo che verso fine anno l’offerta bancaria rallenti, via via che gli emittenti avranno soddisfatto il grosso del loro fabbisogno di finanziamento e che, superata la stagione degli utili, il mercato primario avrà ritrovato la sua tranquillità.
Ciò dovrebbe allentare la pressione sul settore e contribuire a stabilizzare gli spread. Essendo il settore più ampio nell’universo delle obbligazioni investment grade, quello finanziario è ben posizionato per trarre vantaggio dalla ripresa delle sottoscrizioni di credito di alta qualità: Emerging Portfolio Fund Research (EPFR) segnala i maggiori afflussi settimanali degli ultimi tre mesi.
Considerato il contesto di generale avversione al rischio, questi afflussi sono rilevanti e suggeriscono che gli investitori sono attratti dagli elevati rendimenti complessivi e che gli afflussi privilegiano perlopiù le società più grandi e più liquide dell’indice. La maggiore offerta e la domanda sostenuta, assieme, prefigurano un quadro tecnico positivo per i titoli finanziari verso fine anno.
Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
La tesi fondamentale a favore dell’investimento obbligazionario è tuttora valida: i primi risultati finanziari delle banche indicano tendenze positive del credito al consumo, margini di interesse netti stabili e costi creditizi contenuti.
Considerato che i rendimenti complessivi dei titoli Investment Grade sono in prossimità dei massimi pluriennali e che il quadro tecnico è favorevole, siamo soddisfatti delle nostre esposizioni bancarie. Tra i rischi da monitorare figurano le potenziali ripercussioni tra le emissioni sovrane europee e i titoli bancari e un possibile aumento delle emissioni obbligazionarie in vista delle elezioni di metà mandato.

