Quando il filosofo francese Cartesio scrisse «Penso, dunque sono», probabilmente non immaginava un futuro dominato dall’intelligenza artificiale. Jared Franz, economista di Capital Group

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Il boom dell’IA in borsa e il rischio di un crollo

Siamo ottimisti su come l’IA si svilupperà nei prossimi anni. Secondo noi è in corso un vero boom e l’IA rappresenta una tendenza inarrestabile. Alcuni titoli sono certamente sopravvalutati, e gli investimenti nelle infrastrutture per l’IA potrebbero senz’altro rallentare. Noi non riteniamo però che l’intera economia dell’IA possa rivelarsi sopravvalutata quanto lo era il settore internet nel 1999 o all’inizio del 2000.

In primo luogo, le valutazioni di diversi titoli legati all’IA sono molto più contenute rispetto a quelle del periodo della bolla tecnologica. Il mercato ha già scontato una crescita più lenta e utili futuri più bassi per alcune società legate allo sviluppo delle infrastrutture, come NVIDIA, Broadcom e i produttori di chip di memoria Micron Technology e SK hynix.

In secondo luogo, l’economia a cui l’IA viene venduta è più grande e più digitalizzata rispetto alla fine degli anni ’90, e il potenziale di utili è quindi più elevato. Come per la maggior parte delle tecnologie, ci attendiamo che la leadership di mercato passi da un beneficiario all’altro con l’evolversi della tendenza. Investire in qualsiasi grande tendenza richiede comunque una stima ponderata della capacità di una società di generare utili futuri rispetto al prezzo attuale del titolo.

La durata del boom dell’IA

È in corso un enorme ciclo di investimenti nell’IA. L’adozione da parte delle imprese è un treno inarrestabile, anche se nel tempo le aziende dovessero fare meno affidamento sui modelli di frontiera più avanzati. Potrebbe servire uno sforzo di 20 anni per implementare l’IA nei diversi settori e casi d’uso, il che rende la crescita e il finanziamento dei data center centrali in questa storia.

L’opposizione ai data center e i possibili effetti sullo sviluppo dell’IA

Lo sviluppo delle infrastrutture per l’IA potrebbe essere più difficile da fermare di quanto gli investitori pensino. Interrompere oggi la costruzione di data center danneggerebbe la posizione competitiva degli Stati Uniti e renderebbe più accidentato il percorso verso la superintelligenza artificiale, ma non fermerebbe il boom. Molti progetti sono già stati autorizzati e verranno probabilmente realizzati comunque, per cui nuova capacità potrebbe entrare in funzione per anni. La domanda di data center è stata forte, in parte perché diverse aziende stanno già vedendo i benefici dell’uso dell’IA. Ad esempio, UnitedHealthcare ha ridotto i tempi di approvazione delle prescrizioni da otto ore a una media di 30 secondi, secondo quanto riferito nella conference call sui risultati di aprile 2026. La società di intermediazione nel trasporto merci su strada C.H. Robinson ha ridotto il tempo necessario per ricevere un preventivo da 17-20 minuti a 31 secondi, secondo un post sul blog aziendale. Poiché la Federal Reserve stima che solo il 20% delle aziende utilizzi l’IA, l’adozione è destinata probabilmente ad aumentare, alla luce dei concreti guadagni di produttività osservati finora. Esiste uno scenario realistico in cui un fallimento dell’IA di grande risonanza o una protesta sempre più accesa delle comunità locali contro i data center inneschi restrizioni in grado di rallentare in modo significativo il ritmo dello sviluppo. Secondo Data Center Watch, nel primo trimestre di quest’anno l’opposizione locale ha bloccato o ritardato 75 progetti di questo tipo, per un valore di circa 130 miliardi di dollari, pari al totale dell’intero 2025.

L’impatto dei tassi di interesse più alti sullo sviluppo dell’IA

Gli investitori obbligazionari stanno diventando più selettivi nel finanziare progetti legati all’IA, soprattutto da quando i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni sono saliti oltre il 5,25%. Un tasso privo di rischio relativamente interessante consente agli investitori di chiedere maggiori tutele nelle operazioni di debito legate all’IA

Se il costo del capitale per finanziare nuove infrastrutture legate all’IA continuasse a salire, i maggiori vincitori potrebbero essere gli impianti già in fase avanzata di completamento e quelli già operativi. La domanda di capacità di calcolo per l’IA resta forte, quindi gli impianti esistenti potrebbero applicare prezzi più alti per i propri servizi. Allo stesso modo, le emissioni potrebbero rallentare a causa della congestione sul mercato del debito, costringendo le aziende a finanziare una quota maggiore degli investimenti con capitale proprio. Questo potrebbe rendere le future nuove emissioni più interessanti di quelle già sul mercato, grazie al potenziale di una leva più bassa.

Gli scenari catastrofici sull’IA: preoccupazione, ma non panico

Secondo noi occorre preoccuparsi, ma senza farsi prendere dal panico. Non riteniamo che l’IA porterà alla fine dell’umanità, ma occorre prepararsi a un mondo in cui gli attacchi informatici su larga scala e altri danni concreti diventeranno più frequenti. Creare un cosiddetto «kill switch», un meccanismo che spenga rapidamente i sistemi di IA, ha senso nel caso in cui questi modelli dovessero deviare dalla rotta. Un disegno di legge bipartisan che imporrebbe ai laboratori di IA di dotarsi di un simile meccanismo si è arenato al Congresso, anche se più di recente il governatore della California Gavin Newsom ha firmato un ordine esecutivo per studiare la questione. La California ha recentemente approvato diverse leggi che pongono limiti all’IA in materia di sicurezza, decisioni sul lavoro e utilizzo in ambito sanitario, tra gli altri. New York ha adottato misure simili, e noi ci attendiamo ulteriori interventi legislativi negli anni a venire.