Frustrazione per le scelte politiche del presidente Trump o segnale di un ampliamento della mappa elettorale dei democratici? Lizzy Galbraith, Political Economist, Aberdeen Investments

Nelle elezioni di metà mandato i democratici hanno ottenuto una maggioranza più ampia del previsto alla Camera e al Senato. In linea con il nostro scenario di base, il controllo di entrambe le Camere passerà ai democratici, ma al momento della stesura di questo commento il partito ha conquistato 54 seggi al Senato e 225 alla Camera, con entrambi i risultati destinati probabilmente a crescere ulteriormente.

Un Congresso a maggioranza democratica sottoporrà l’agenda del presidente a un esame più rigoroso, ma Trump ha già dichiarato di voler ricorrere al veto presidenziale per bloccare qualsiasi iniziativa legislativa in questa direzione. È probabile che siano avviate indagini parlamentari sull’operato del presidente e dei suoi alleati, oltre che sul tema della sicurezza dell’intelligenza artificiale.

Il presidente manterrà comunque ampi poteri in materia di politica estera, comprese eventuali decisioni future su un intervento degli Stati Uniti in Iran. Il frequente ricorso agli ordini esecutivi in materia di immigrazione e politica commerciale riduce inoltre la probabilità di cambiamenti significativi in questi ambiti.

Ciò nonostante, l’entità dello spostamento degli equilibri potrebbe indurre i democratici ad aumentare le proprie ambizioni in Congresso. È probabile che siano presentate iniziative legislative per introdurre una maggiore supervisione federale sull’intelligenza artificiale e sullo sviluppo dei data center, così come misure volte a incentivare i progetti nel settore delle energie pulite. Qualsiasi provvedimento legislativo dovrà tuttavia ottenere il sostegno bipartisan al Senato ed evitare il veto presidenziale, circostanze che ne limitano le possibilità di approvazione.

Un cambiamento più significativo del quadro normativo relativo ai data center è comunque possibile, potenzialmente anche attraverso la revisione dei crediti d’imposta e norme urbanistiche meno permissive, alla luce delle ampie vittorie democratiche nelle elezioni per i governatori, anche in Stati come Texas e Ohio.

I democratici utilizzeranno le maggioranze più ampie del previsto alla Camera e al Senato per spingere verso il ripristino dei tagli ai finanziamenti per la sanità, approvati lo scorso anno nell’ambito dell’One Big Beautiful Bill Act. Il ripristino di questi finanziamenti rappresenta probabilmente la condizione per approvare ulteriori stanziamenti per la difesa. Di conseguenza, riteniamo probabile un moderato allentamento della politica fiscale.

La portata del risultato elettorale avrà ripercussioni anche sulle primarie del 2028 in entrambi i partiti. I candidati sostenuti da Trump hanno ottenuto risultati ampiamente positivi nelle rispettive primarie, ma hanno registrato performance nettamente inferiori alle attese in alcune competizioni elettorali chiave. Questo potrebbe favorire una più ampia partecipazione di candidati alle primarie repubblicane. Anche il panorama democratico, per il quale era già attesa una rosa numerosa di candidati, potrebbe caratterizzarsi per una maggiore varietà ideologica, alla luce dei successi ottenuti in competizioni importanti da esponenti progressisti di primo piano e da candidati moderati degli Stati del Sud.