Abbiamo chiesto a Generoso Perrotta, responsabile Advisory di Banca Generali, come affrontare questo momento caratterizzato da rendimenti prossimi allo zero.

Che tipo di reazione state raccogliendo dai vostri clienti rispetto alle singole novità introdotte nella vostra offerta?

«L’attuale contesto dei mercati finanziari ci porta a mantenere un outlook negativo su obbligazioni societarie, investment grade e high yield che rappresentano ormai un segmento con valutazioni eccessivamente tirate e redditività non adeguata al rischio di credito connesso. Per questo motivo, riteniamo che sia giunto il momento di cambiare l’approccio nell’offerta di servizi alla clientela private. In particolare, stiamo sviluppano nuove soluzioni che investono in aree in cui crediamo sia ancora presente del valore come ad esempio i mercati obbligazionari emergenti e la nicchia di mercato degli ibridi societari. I clienti stanno rispondendo in maniera estremamente positiva a queste nuove proposte, apprezzando in particolare l’elevato livello di diversificazione del rischio e l’elevato livello di personalizzazione nella costruzione dei portafogli». 

Che ne pensa dei mercati privati?

«Sicuramente sono dei segmenti di mercato ancora poco esplorati dalla clientela italiana, anche perché si tratta di settori non direttamente acquistabili dall’investitore privato. Di conseguenza, crediamo che la scelta migliore sia quella di prendere esposizione attraverso gestori terzi specializzati. In particolare, pensiamo che i tempi siano maturi per avvicinare i clienti ai mercati privati, tenendo sempre conto del profilo di rischio e guardando soprattutto alla sfera degli investimenti legati all’economia reale, come il private debt e le soluzioni legate al finanziamento alle imprese. Per quanto riguarda il mercato azionario domestico cinese, invece, a novembre 2019 MSCI ha annunciato l’inserimento delle A shares all’interno dell’indice MSCI Emerging Markets con il conseguente incremento del peso della Cina nell’indice emergente e globale. Questo sarà però un trend solo nel lungo periodo, dato che ad oggi vi è ancora un importante squilibrio tra il peso azionario cinese negli indici e la contribuzione che la Cina ha al PIL globale». 

Le tematiche ESG sono ormai virilizzate all’interno dell’industria dell’asset management: qual è la vostra visione al riguardo? E che conclusioni si possono trarre fin qui su questo approccio nella vostra esperienza diretta con i clienti?

«Il dibattito sulla sostenibilità sta sicuramente portando ad una notevole crescita dell’offerta di prodotti finanziari Esg, ma non è detto che questa diventi una costante in futuro. Fino a oggi, infatti, il regolatore ha lasciato che fosse il mercato a stabilire le proprie prassi, ma negli ultimi tempi si inizia a parlare sempre più della necessità di un intervento più diretto da parte della normativa nell’imporre vincoli e indicazioni precisi per i gestori ESG, al fine di evitare le cosiddette pratiche di greenwashing. Per questo motivo, abbiamo voluto fare un passo oltre la tradizionale proposta di prodotti Esg per elaborare una strategia innovativa che avvicini i clienti alla sostenibilità sviluppando portafogli di investimento profilati sui 17 SDGs dell’Agenda Onu 2030 che maggiormente stanno loro a cuore. Ad oggi, la nostra offerta vanta più di 230 comparti dedicati seguendo un trend che è destinato a salire nei prossimi mesi per venire incontro all’ambizioso obiettivo di avere oltre il 10% di masse sostenibili entro il 2021».

Ritenete che i certificates possano essere un valido strumento per ottenere flussi periodici? Che tipo di riscontro avete oggi sui questi strumenti?

«In un contesto di rendimenti molto compressi sulle asset class tradizionali, i certificati possono rappresentare uno strumento che permette all’investitore di beneficiare di uno stacco cedolare interessante e diversificare le soluzioni amministrate. Trattandosi comunque di strutture complesse, diventa fondamentale la scelta del sottostante così da ridurre il rischio per l’investitore, che stante l’attuale scenario dei mercati finanziari, risulta essere molto interessato a queste tipologie di soluzioni d’investimento. E quindi anche qua per un’accurata diversificazione sempre meglio affidarsi a un professionista che guidi nelle scelte più opportune».