Secondo Stefan Scheurer, Director – Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, gli investitori professionali hanno l’atteggiamento più pessimista dal 2008/09

Azioni e interventi a livello globale

Stiamo assistendo a eventi di portata storica: il mercato azionario USA ha registrato le perdite giornaliere più consistenti in oltre 30 anni e contestualmente l'”indice della paura” (noto come US volatility index VIX) è balzato a oltre 80 punti superando i livelli raggiunti durante la crisi finanziaria. Di recente il dollaro USA si è nettamente apprezzato, ma i mercati delle commodity hanno risentito del crollo della domanda e delle tensioni sul prezzo del petrolio tra Russia e Arabia Saudita e si è verificato un significativo ampliamento degli spread creditizi.

Gli indicatori anticipatori e di sentiment e i dati economici cinesi pubblicati la scorsa settimana mostrano chiaramente che l’impatto del virus su crescita e mercati è decisamente più significativo e non paragonabile allo scenario di ripresa a V seguito all’epidemia di SARS del 2002/03. Il coronavirus (COVID-19) ha causato disruption delle filiere e restrizioni nella vita pubblica che modificheranno il comportamento di società e consumatori, forse anche in un’ottica di lungo periodo. Le prossime settimane saranno ancora caratterizzate dall‘incertezza, che comporterà una forte instabilità in numerose economie. Nel prossimo futuro economisti e analisti dovranno rivedere in negativo, in alcuni casi anche in maniera considerevole, le stime di utili e di crescita. I recenti sviluppi sul fronte economico hanno alimentato le probabilità di una recessione, che ora rientra nel nostro scenario di base.

Al contempo a livello mondiale si procede all’introduzione di nuove misure, anche più radicali di quelle varate durante la crisi finanziaria del 2008/09.

L’esempio delle Banche Centrali dei G4, e in particolare della Fed, che hanno deciso di tagliare ancora i tassi di riferimento e di ampliare i programmi di acquisto di obbligazioni, è stato seguito da numerose altre autorità monetarie globali dando vita ad un’azione coordinata. Sinora più di 30 Banche Centrali hanno ridotto i tassi di riferimento. Si tratta di un fattore particolarmente importante per i mercati emergenti, che sperano di evitare nuovi improvvisi deflussi di capitali. Attualmente le aree emergenti seguono una linea monetaria espansiva come all’epoca della crisi finanziaria. La politica monetaria non può fare molto per mitigare gli shock sul fronte della domanda e dell’offerta, ma riveste comunque un ruolo importante in termini di iniezioni di liquidità in favore delle aziende e riduzione del rischio finanziario.

Inoltre, numerosi governi in tutto il mondo hanno annunciato pacchetti di stimoli fiscali (anche ingenti) al fine di favorire la stabilità e alimentare la fiducia di investitori e società, nonché di mitigare l’impatto negativo dell’epidemia su aziende e crescita. Negli USA si valutano l’introduzione di un pacchetto da oltre USD 1.000 miliardi e l’invio di un assegno a ogni famiglia. In Europa si discute dell’introduzione di “Coronavirus bond” garantiti da tutti i Paesi membri. L’attenzione si concentra inoltre sulle dilazioni per il pagamento delle tasse e sulle garanzie sui finanziamenti alle società, che in Francia sono pari al 12% circa del PIL e nel Regno Unito addirittura al 15%.

La settimana prossima

Lunedì e martedì saranno pubblicati diversi indicatori anticipatori USA che probabilmente dipingeranno un quadro simile a quello delineato all’inizio della scorsa settimana dall’Empire State Index, sceso ai minimi da aprile 2009. L’attenzione si concentrerà sul PMI manifatturiero di marzo, previsto per martedì. Verosimilmente tali dati terranno maggiormente conto dell’epidemia di coronavirus, mentre è probabile che dagli ordinativi di beni durevoli (mercoledì) traspaia una maggior resilienza dell’economia USA.

Martedì conosceremo inoltre il PMI manifatturiero preliminare di Area Euro, Regno Unito e Giappone. Con ogni probabilità dalle indagini emergeranno i primi segnali di recessione. In Germania l’attenzione si focalizzerà sull’indice della fiducia delle imprese ifo (lunedì); in particolare, la componente delle attese dovrebbe evidenziare una flessione. Giovedì si terrà la riunione della Bank of England, ma dopo il taglio dei tassi a sorpresa è probabile che alla conferenza stampa verranno forniti solo maggiori dettagli su questo intervento.

La recente instabilità sui mercati globali ha influenzato il comportamento degli investitori.

Secondo la American Association of Individual Investors (AAII) al momento oltre il 50% degli investitori USA è pessimista – si tratta della percentuale più elevata da aprile 2013. A livello globale, i fondi che investono nel mercato monetario hanno registrato flussi in entrata superiori a USD 200 miliardi (il dato maggiore dal 2007). Nel quadro della crescente avversione al rischio, il rapporto put-call ha toccato livelli simili a quelli della crisi finanziaria del 2008-2009 e della crisi dell’Area Euro del 2015/2016. Vi sono comunque alcuni segnali di inversione.

Gli indici di forza relativa mostrano (in alcuni casi chiaramente) una situazione di ipervenduto sui mercati azionari e, secondo le ultime indagini della Bank of America tra i gestori di fondi, gli investitori professionali hanno l’atteggiamento più pessimista dal 2008/09.