“Stiamo assistendo a un lento miglioramento delle condizioni di liquidità in tutte le regioni e asset class, ma c’è ancora molto da fare.
Nell’azionario, si nota un leggero miglioramento dei mercati, con una riduzione degli spread in alcune aree. Tuttavia la liquidità in generale è ancora sotto pressione e la situazione potrebbe restare invariata fino a quando la volatilità complessiva si manterrà elevata.
Nel reddito fisso, gli investitori hanno nuovamente rivolto i propri interessi di acquisto verso aree di rischio. Gli emittenti corporate hanno bloccato i finanziamenti ai bassi tassi dei Treasury anche se con spread elevati. Con l’obiettivo di assicurarsi liquidità nella prossima fase del ciclo economico, visto che la Fed ha alleviato la pressione sugli acquisti.
Maggiore stabilità nel reddito fisso
Lo sforzo per migliorare la liquidità sta funzionando. Le transazioni in Treasury, che per la gran parte del mese di marzo avevano un costo pari a 10 volte il tasso “normale”, hanno raggiunto adesso un livello pari a circa 5 volte quel valore. Anche le emissioni MBS stanno godendo di una maggiore stabilità e del miglioramento della liquidità di cui sta beneficiando tutto il sistema.
Per quanto riguarda il mercato valutario, il positivo contesto di rischio ha continuato a sostenere un miglioramento della liquidità e un leggero miglioramento degli spread bid-ask, oltre all’ampiezza del portafoglio ordini. Gli spread del trading sono attualmente molto più interessanti rispetto a quelli del mese di marzo. Ma restano ancora molto più elevati di quelli riportati agli inizi di gennaio.
Il carry in dollari è stabile, circa 12 punti base rispetto alla media del G10, mentre la base cross-currency continua a indicare una saturazione della liquidità in dollari nei mercati valutari forward. I rendimenti del mercato forward in dollari sono inferiori a quelli dei Libor in dollari”.
A cura di Altaf Kassam, managing director, responsabile Investment Strategy & Research per l’area EMEA di State Street Global Advisors

