Il settore finanziario e quello della consulenza si prestano – probabilmente ancora di piủ di quello bancario-assicurativo – allo smart working. In quanto la tecnologia e il lavoro agile possono favorire relazioni di qualità, strutturate ad hoc a seconda dei clienti.
Tuttavia per il momento il lavoro da remoto viene ancora considerato come un benefit accessorio, un aspetto legato al welfare e all’equilibrio tra vita professionale e personale. Piuttosto che un valore aggiunto in termini di produttività e risultati.
È quanto emerge dall’analisi della società di consulenza Variazioni, secondo cui il lavoro agile andrebbe invece rivisto in un’altra chiave. Dal momento che è in grado alimentare la produttività e alzare il tasso di efficienza aziendale. Invece nonostante il settore finanziario abbia una buona dimestichezza delle nuove tecnologie, resta ancora molto ancorato a retaggi del passato.
La survey pubblicata di recente fotografa il livello di maturità delle imprese del settore finanziario rispetto all’introduzione di modalità di lavoro agile. Mettendo a confronto il comparto con gli altri settori, sono emerse le aree di maggiore resistenza e i principali rischi e vantaggi percepiti.
Le caratteristiche analizzate corrispondono alle aree di riferimento del metodo di base di Variazioni. I dati sono un buon punto di partenza per riflettere sul futuro post lockdown e sull’utilità di innovare il modo di lavorare anche dopo l’emergenza.
Smart working, gli aspetti presi in considerazione
- Cultura: senso di appartenenza, identità aziendale, engagement, trust
- Organizzazione: allestimento degli spazi in ottica smart e strumenti tecnologici hard e soft evoluti
- Regolazione: conoscenza dello smart working dal punto di vista legal e compliance
- Economia: efficacia del monitoraggio e misurazione non solo di un progetto di Lavoro Agile ma anche di Performance e Produttività.
L’analisi condotta è stata realizzata facendo riferimento al database di Variazioni, strutturato negli anni su un panel di oltre 15.000 interviste. Nello specifico, i dati qui illustrati si riferiscono a una estrazione effettuata sul 40% del panel totale, corrispondente agli intervistati appartenenti al comparto dei servizi bancari-finanziari-assicurativi.
Dati e vantaggi secondo la ricerca di Variazioni
- Gli Smart Manager (i capi) riconoscono allo smart working un impatto molto positivo: il 100% dichiara il raggiungimento degli obiettivi (95% altri settori);
Il 88% degli Smart Manager dichiara che lo smart working permette di conciliare meglio vita privata e vita lavorativa (vs 96% totale smart worker) - Il 47% degli Smart Manager dichiara un aumento della produttività (vs 82% totale smart worker)
- Il 76% degli Smart Manager dichiara una riduzione dello stress (vs 80% totale smart worker)
- Il 53% degli Smart Manager dichiara che lo Smart Working permette di lavorare meglio per obiettivi (vs 72% totale smart worker)
- Il 65% degli Smart Manager dichiara che lo smart working permette di lavorare in modo più autonomo (vs 52% totale smart worker)
- Il 88% degli Smart Manager dichiara che lo smart working consente un importante risparmio economico (vs 68% totale smart worker)
- Gli Smart Worker ravvedono importanti vantaggi economici nel ricorso allo smart working: 60 km risparmiati al giorno, in media
- 1h45: tempo risparmiato in media in un giorno (l’aspettativa era di 1h30 prima di sperimentare lo smart working)
- 20€: risparmio giornaliero medio (l’aspettativa era di 8€ prima di sperimentare lo smart working).
Il 45% degli intervistati è interessato tanto al lavoro da spazi di coworking/esterni all’azienda quanto al lavoro da casa, in egual misura. Il 39% vorrebbe invece lavorare in smart working prevalentemente dal proprio domicilio.
Considerazioni qualitative
Per la propria intrinseca natura consulenziale, il settore finanziario – anche più del comparto bancario-assicurativo – presenta condizioni favorevoli all’implementazione dello Smart Working. I motivi sono diversi.
- Sono già diffusi applicativi e tecnologie compatibili con accesso, consultazione e gestione da remoto
- I dipendenti sono predisposti alla mobilità fisica e al lavoro per obiettivi
- Il personale è orientato alla flessibilità nell’organizzazione del lavoro ed è fortemente responsabilizzato.
Le opportunità dello smart working
L’emergenza sanitaria in corso sta sottoponendo le organizzazioni pubbliche e private ad un collettivo stress test digitale. Il comparto finanziario, nello specifico, ha l’opportunità di fare tesoro della propria connaturata predisposizione allo smart working, per diventare ancora più smart e flessibile: migliorando, remotizzando e customizzando il proprio servizio, restando vicini al cliente seppure a distanza.
Non solo. Come sta accadendo in altri settori, il Covid-19 pone al settore finanziario dinanzi all’opportunità di rivedere alcune dinamiche che lo hanno sin qui accompagnato. A partire dall’esigenza di introdurre elementi di sostenibilità umana, ambientale, professionale.
Elementi che, in maniera trasversale, sono connaturati all’adozione più ampia e diffusa dello smart working che – da fattore abilitante dell’innovazione organizzativa in azienda – è in grado di impattare in maniera positiva sul benessere delle persone e della società in senso lato.
Vanno in questa direzione, non a caso, le dichiarazioni recentemente rilasciate da Larry Fink, numero uno di BlackRock:
«la tecnologia dovrà essere pienamente integrata nella relazione e nel contatto con i clienti così come nel produrre le intuizioni giuste dal punto di vista delle scelte di investimento».
Tecnologia e lavoro agile, in altre parole, non sono sinonimo di lontananza e standardizzazione, ma possono essere un veicolo potente di relazioni di qualità e ‘tailor made’ con il cliente, per quanto a distanza. Dimostrazione ne sia l’esperienza che anche il settore finance sta conducendo in queste difficili settimane.
Aree di miglioramento e possibili criticità
- L’accesso da remoto ai dati aziendali può prestare fianco a rischi sul piano della sicurezza digitale. È fondamentale dotarsi delle tecnologie e best practice che oggi consentono di garantire i necessari standard di privacy e protezione (schermature fisiche del display, timer di connessione, etc).
- Al termine delle misure restrittive che hanno imposto a molte aziende il ricorso allo smart working potranno ripresentarsi i sedimenti di scetticismo che soprattutto le figure apicali nutrono nei confronti dello strumento. Si tratta, in particolare, di riserve ascrivibili non tanto al lavoro agile in sé, ma a fragilità strutturali sul piano dell’organizzazione e della gestione. Con modelli fondati sul comando e sul controllo e con sistemi di valutazione delle performance non basate sugli obiettivi, ma sulla presenza nei luoghi di lavoro.
- Per non dilapidare l’eredità che questo momento di crisi potrà lasciare, sarà fondamentale rafforzare le competenze dei manager nella direzione dell’engagement, del coordinamento e della motivazione dei collaboratori, accanto a efficaci strumenti di valutazione dei risultati.
- Altrettanto importante sarà capitalizzare le competenze digitali acquisite dai dipendenti, rinforzare le soft skill legate alla gestione del tempo e delle scadenze e favorire, presso il management, una cultura della fiducia.
Variazioni è una società di consulenza nata 10 anni fa a Mantova per affiancare imprese e enti pubblici nella ricerca e nello sviluppo di percorsi di innovazione organizzativa. Creata da Arianna Visentini e Stefania Cazzarolli, Variazioni ha accompagnato decine di imprese in Italia nello sviluppo di progetti di smart working, coinvolgendo migliaia di lavoratori.
Gli studi e i progetti condotti da Variazioni hanno fornito importanti indicazioni alla commissione del MISE al lavoro sulla stesura della legge sul lavoro agile nel 2017. Variazioni inoltre è consulente tecnico presso il dipartimento delle pari opportunità del Consiglio dei Ministri per la promozione e l’adozione dello smart working nella pubblica amministrazione.

