Banca Generali ha chiuso un primo trimestre caratterizzato da condizioni straordinarie con una crescita del 18,7% degli utili rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio precedente e un incremento a doppia cifra della consulenza evoluta e del fatturato. I profitti sono stati pari a 79,1 milioni di euro, mentre i ricavi complessivi a quota 168,8 milioni (+26% rispetto all’analogo periodo nell’anno 2018). Quanto alla solidità patrimoniale, il tasso CET1 si è attestato al 14,1%
Tali risultati, realizzati in un contesto senza precedenti a livello mondiale per la diffusione della pandemia da Covid-19 e per i riflessi di questa sul sistema economico e finanziario mondiale, sono stati possibili grazie allo sviluppo delle attività commerciali e alla capacità di attirare nuova clientela.
Banca Generali affronta questa nuova fase forte di un modello di business flessibile, diversificato e solido sul fronte patrimoniale. È questo aspetto che, come già avvenuto durante altre fasi complesse del recente passato, la rende un punto di riferimento per il settore.
La prima parte dell’anno è stata “all’insegna della crescita nonostante condizioni di mercato estremamente complesse”, fa sapere l’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali. Gian Maria Mossa ha elogiato in particolare “la forza del nostro modello di consulenza al fianco dei clienti.
“L’aumento a doppia cifra della consulenza evoluta e dei ricavi rispecchia lo sviluppo delle attività commerciali e la capacità di attrarre nuova clientela, specie nella fascia private con molti imprenditori che ci chiedono di accompagnarli nelle sfide legate alla protezione dei patrimoni”.
“Nelle settimane di escalation della pandemia ci siamo presentati con un approccio molto prudente al rischio, riuscendo così ad avere una strategia difensiva a tutela degli investimenti”.
Secondo trimestre darà meno soddisfazioni
Allo stesso modo, continua il top manager, “la forte propensione al digitale nei servizi e strumenti a disposizione dei banker e dei clienti ci ha consentito di rafforzare la relazione e la vicinanza, anche nelle modalità a distanza. Il mix d’offerta ha funzionato e le soluzioni gestite stanno ritrovando crescente attenzione con la ripresa dei mercati da fine marzo”.
“Le condizioni nel trimestre in corso sono più sfidanti per le misure d’emergenza e l’impatto della crisi”, ma la solidità della banca e la “consistente domanda di professionalità nella consulenza ci fanno guardare con fiducia ai prossimi mesi”.
A livello di conto economico, i primi tre mesi dell’anno hanno registrato un utile netto di €79,1 milioni, in crescita del 19% rispetto all’esercizio precedente. Si tratta della migliore partenza d’esercizio dal 2015 e la seconda migliore di sempre nella storia della banca. Il risultato ha beneficiato del positivo andamento dei mercati finanziari a gennaio e febbraio, mentre nelle settimane successive ha risentito del repentino cambiamento delle condizioni economiche e volatilità dei mercati.
Le principali voci di bilancio si evidenzia
Il margine di intermediazione è salito a €168,8 milioni (+26%). L’incremento ha beneficiato della crescita del margine finanziario (€24,2 milioni, +22%) e delle commissioni ricorrenti nette (€91,1 milioni, +16%).
Al risultato hanno contribuito le commissioni variabili (€53,4 milioni, +51%) realizzate nella prima parte del trimestre in coincidenza con le performance dei mercati finanziari fino a quel momento.
Il margine finanziario del periodo ha beneficiato dell’incremento del margine d’interesse (€20,2 milioni, +27,5%) principalmente per il forte incremento degli attivi fruttiferi (€11,5 miliardi, +25%) e la maggiore efficienza nella gestione della liquidità disponibile. Il portafoglio di tesoreria della banca a fine periodo ha raggiunto €8,6 miliardi (+32%) mantenendo un profilo prudente in termini di duration complessiva pari a 1,5 anni e una maturity di 3,5 anni.
Le commissioni lorde ricorrenti hanno mostrato un incremento di tutte le sue componenti. Le commissioni di gestione sono risultate pari a €165,8 milioni, in rialzo del +7% rispetto allo scorso anno ma in leggera contrazione rispetto al trimestre precedente per i riflessi delle mutate condizioni dei mercati.
Si segnala inoltre il progresso delle commissioni bancarie e d’ingresso (€29,7 milioni +67%) grazie alla crescita delle attività di Consulenza Evoluta (BGPA), delle attività di collocamento di prodotti strutturati e dal contributo dalle attività di negoziazione.
I costi operativi si sono attestati a €57,1 milioni (+14%, +4% al netto del cambio di perimetro). La variazione organica è legata alla naturale espansione delle attività e ad un’ulteriore accelerazione dei progetti di innovazione di prodotti e IT.
La voce non comprende al momento costi straordinari per Covid-19 che sono attesi per fine anno a €1,8 milioni, di cui €1 milione per donazioni alle strutture sanitarie, e la quota restante per le attività di sanificazione, presidi e controllo. I costi legati alla variazione del perimetro includono €1,2 milioni straordinari per le attività di integrazione in corso.
Banca Generali, i risultati economici
Nel complesso, si conferma il profilo di efficienza nella gestione dei costi della banca. L’incidenza dei costi sulle masse si attestava a 35 bps a fine periodo con un leggero incremento legato alla dinamica delle masse nel periodo. Il cost/income ratio, anche nella sua versione più conservativa e dunque al netto delle componenti non-ricorrenti quali le performance fees, si conferma su livelli di eccellenza pari al 37,1% (38,8 % a fine 2019).
Nel trimestre sono stati contabilizzati accantonamenti e rettifiche di valore nette per €9,3 milioni contro i €2,1 milioni dello scorso anno che aveva beneficiato di maggiori riprese di valore sul portafoglio titoli legata alla dinamica dei mercati obbligazionari nel periodo.
I ratios di capitale al 31 marzo 2020
I ratios patrimoniali a fine periodo si confermano solidi e superiori ai requisiti richiesti dalle autorità bancarie: il CET1 ratio si è attestato al 14,1% e il Total Capital ratio (TCR) al 15,5%. Il risultato è tanto più positivo in considerazione del fatto che:
- L’utile del primo trimestre 2020 della Banca è stato integralmente trattenuto in linea con le politiche di remunerazione degli azionisti approvate e presentate in occasione del piano strategico triennale 2019-213
- La proposta di dividendo riferita all’esercizio 2019 è stata portata integralmente in
detrazione dei fondi propri in vista della sua presentazione all’Assemblea dei Soci del 23
aprile 20204.
Si ricorda che la proposta prevede di distribuire un dividendo di euro 1,55 per azione tra il 15 ottobre e il 31 dicembre 2020 e un dividendo di euro 0,30 per azione tra il 15 gennaio e il 31 marzo 2021. Resta confermato che Banca Generali – in linea con le raccomandazioni di Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea – procederà alla distribuzione degli stessi dopo il primo ottobre p.v. e dopo aver verificato la sussistenza di condizioni predefinite come dichiarato nel comunicato del 1 aprile 20205.
La variazione dei ratios patrimoniali da inizio anno riflette pressoché integralmente la variazione delle riserve HTCS legate alla volatilità del rischio sovrano che ha a sua volta risentito delle pressioni dall’impatto della pandemia Covid-19 sull’economia.
Infine, si confermano elevati gli indicatori di liquidità della banca. LCR-Liquidity Coverage ratio al 467% (dal 441% nel 2019) e il NSFR-Net Stable Funding ratio a 214% (da 216% nel 2019).

