Borse europee positive
Apertura positiva per le borse europee, con i principali indici EU che guadagnano oltre mezzo punto percentuale. Piazza Affari è in rialzo di circa lo 0,70%, con buoni rialzi tra i titoli bancari e del risparmio gestito, bene anche Atlantia, Diasorin, Enel, Ferrari, Leonardo, Moncler, Nexi, Pirelli, Ferragamo, Stm e Telecom. Deboli Bper Banca, Eni, Saipem e Terna.
Wall Street chiude contrastata
Nuovo record storico ieri per il Nasdaq Composite che, nell’intraday, ha violato la soglia dei 10.000 pts. A fine seduta il listino dei titoli tecnologici ha guadagnato lo 0,29%, mentre il Dow Jones ha perso l’1,09% e l’S&P 500 -0,78%. Tra le Blue Chips, il listino è stato spinto in basso dalle vendite su titoli come Raytheon Technologies -4,85, Dow Inc. -3,25% a $ 44,41 e Walgreens Boots Alliance -3,70%, mentre si sono mossi in controtendenza Microsoft +0,76% ed Apple +3,16%. Il Nasdaq Composite, sui nuovi massimi storici, ha guadagnato punti non solo grazie ai rialzi di Apple ma anche grazie agli acquisti su Facebook +3,14%, Amazon +3,04%, Netflix +3,47% e Alphabet +0,66%.
Borse asiatiche miste
L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,15%. Sotto pressione Shanghai (-0,38%), mentre Hong Kong segna un rialzo dello 0,18%. Sidney fa +0,32%, mentre Seoul sale dello 0,26%. Pesano i dati poco confortanti arrivati dal fronte macroeconomico, soprattutto della Cina.
Prezzi del petrolio in calo
Prezzi in calo sui rinnovati timori legati all’oversupply e alla recessione globale. Il futures sul Brent cede l’1,60% a USD 40,50 al barile mentre il contratto Usa lascia sul terreno oltre il 2% a USD 38,10.
Euro Dollaro a 1,1350
Mercato delle valute tranquillo in vista della Fed, con le divise più esposte al rischio come il dollaro australiano e quello neozelandese sostanzialmente stabili dopo esser scese dai recenti massimi. Lo yen tiene sui massimi di una settimana a 107,67 per dollaro, mentre domina la cautela. Euro Dollaro a 1,1350.
Cina: inflazione maggio
In Cina l’indice dei prezzi al consumo è salito a maggio del 2,4% su base annua, attestandosi al di sotto del 3% per la prima volta dall’agosto dell’anno scorso. Il dato è stato inferiore alle attese, che erano di un aumento del 2,7%, dopo il +3,3% di aprile. Su base mensile, l’inflazione è scesa dello 0,8%. A sostenere la dinamica dei prezzi è stata soprattutto la componente dei prezzi dei beni alimentari, balzata del 10,6% su base annua; i prezzi dei beni non alimentari sono aumentati invece dello 0,4%. Reso noto anche l’indice dei prezzi alla produzione, sceso su base annua in Cina del 3,7%. Il dato, che ha lanciato l’alert deflazione, è peggiorato rispetto al -3,1% precedente, ed è stato peggiore delle attese (-3,3%). Su base mensile, il trend è stato di un calo dello 0,4%.
Giappone: dati macro
In Giappone l’indice dei prezzi alla produzione è sceso a maggio dello 0,4% su base mensile, rispetto al -0,3% atteso e in miglioramento rispetto al precedente -1,6%. Su base annua, il trend è stato di un peggioramento al -2,7%, rispetto al -2,4% precedente e atteso. La flessione è la più forte dall’ottobre del 2016. Sempre in Giappone, la componente core degli ordini ai macchinari è capitolata ad aprile su base mensile del 12%, rispetto al -7% atteso, peggiorando in modo significativo dal precedente ribasso dello 0,4%. Su base annua, il tonfo è stato del 17,7%, peggio del -13,2% atteso e rispetto al precedente -0,7%.
Agenda finanziaria
L’appuntamento più importante della giornata è rappresentato dalla Federal Reserve che in serata annuncerà la sua decisione di politica monetaria, a cui seguirà la conferenza stampa del governatore Powell. Attesa anche per l’Ocse che nel corso della mattina pubblicherà l’outlook economico con le sue nuove stime. L’agenda macro di oggi prevede tra i dati la produzione industriale in Francia ad aprile e l’aggiornamento sull’inflazione negli Stati Uniti a maggio. In uscita anche i dati EIA sulle scorte e la produzione di greggio negli Usa.

