Macro review

Nell’Eurozona migliorano, per il terzo mese consecutivo, le aspettative economiche degli operatori finanziari, mentre la debolezza dei consumi penalizza l’inflazione. Negli Stati Uniti si registra un rimbalzo impressionante nelle statistiche su base mensile in scia ai precedenti crolli, ma i valori si confermano su livelli bassi. Il mercato del lavoro oltreoceano è dinamico ma lento nelle nuove assunzioni dopo i massicci licenziamenti dei mesi scorsi.

Obbligazioni

Rendimenti dei titoli di stato della periferia di Eurozona in calo nella settimana. Il Consiglio Europeo, come da attese, non ha preso nessuna decisione in merito al Recovery Fund con i quattro paesi frugali (Olanda, Austria, Danimarca e Finlandia) che hanno ribadito la loro contrarietà all’attuale proposta, ma c’è la sensazione che le trattative potrebbero portare ad un accordo entro il mese di luglio. Tuttavia come confermato anche da Angela Merkel i fondi UE non saranno disponibili prima di gennaio 2021 poiché i Parlamenti nazionali devono prima ratificare le decisioni prese in Europa.

Il presidente della Bce, Christine Lagarde intervenendo allo stesso Consiglio Europeo ha ammonito i leader europei che i mercati finanziari sono a rischio se non verrà raggiunto velocemente un accordo poiché l’attuale calma sugli stessi è dovuta al fatto che è atteso un intervento, ma se ciò non dovesse accadere, allora il sentiment potrebbe cambiare.

Il MEF ha comunicato che il Btp Futura, di prossimo collocamento, avrà durata decennale e tre step di tassi fissi crescenti nel tempo.

Il premio fedeltà sarà pari all’1% del capitale e potrà aumentare fino ad un massimo del 3% sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil registrato dall’Istat nel periodo di vita del titolo. La Bce ha assegnato €1.308 miliardi a 742 banche nella quarta asta del programma Tltro, il maggior importo registrato per una singola operazione, e in linea con le attese. Il record precedente per una singola asta era di €529 miliardi, registrato nel 2012.

Azioni

Settimana di rialzi diffusi sui listini azionari mondiali in scia alle evidenze che le attività stanno riprendendo slancio dopo i lockdown. La propensione al rischio da parte degli investitori è aumentata sulla scorta delle indicazioni a sostegno della ripresa ricevute dalle banche centrali e per le indiscrezioni secondo cui l’amministrazione Trump starebbe preparando un piano per le infrastrutture da quasi 1.000 miliardi di dollari. Il Nasdaq ha archiviato una intera ottava chiusa in rialzo con l’indice che ha aggiornato il suo massimo storico.

Valute e materie prime

La settimana è stata caratterizzata dalle decisioni e dagli interventi delle principali banche centrali mondiali, che hanno tutte confermato l’intenzione di sostenere il rilancio dell’economia. La Bank of England ha lasciato il tasso di riferimento allo 0,1% ma ha aumentato di £100 miliardi il programma di acquisto titoli. Per l’istituto il calo del Pil nel secondo trimestre potrebbe essere meno grave del previsto. La Banca di Norvegia ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0%, livello a cui dovrebbe rimanere nei prossimi anni secondo le proiezioni della banca.

La Banca nazionale svizzera ha confermato di essere pronta a intervenire per calmierare il rafforzamento del franco.

In Russia la Banca centrale ha annunciato un taglio del tasso di riferimento di un punto percentuale al 4,5%, livello più basso della sua storia recente. In Brasile la Banca Centrale ha tagliato i tassi d’interesse di riferimento di 75 punti base portandoli al 2,25%. La Bank of Japan ha aumentato la dotazione dei programmi di aiuto alle imprese in crisi a causa della pandemia mentre la Reserve Bank of Australia si è impegnata a mantenere una politica monetaria molto accomodante sino a quando sarà necessario. Il petrolio ha riguadagnato il livello di $40 al barile in scia alle previsioni dell’Agenzia internazionale per l’energia (EIA) per il 2021 che vedono un aumento di 5,7 milioni di barili al giorno nella domanda mondiale rispetto al 2020. Sostegno alle quotazioni anche dalle decisione dell’Opec+ che ridurrà l’output di 9,4 milioni di barili al giorno fino a fine luglio.

Outlook

Questa settimana la BCE dovrebbe rispondere ai rilievi della Corte Costituzionale tedesca in merito al programma quantitative easing lanciato nel 2015. L’istituto dimostrerà nelle intenzioni la proporzionalità del programma. La Fed pubblicherà i risultati degli stress test sulle grandi banche Usa di fronte a vari scenari tra cui anche uno che contempla una doppia recessione dell’economia. Attese le decisioni delle banche centrali in Nuova Zelanda, Messico, Turchia. Europa e Cina terranno una video conferenza ai massimi livelli di potere per determinare le future relazioni. Sul fronte macroeconomico in Eurozona pubblicati gli indici Pmi, in Germania l’indice Ifo sulle aspettative economiche. Negli Usa oltre agli indici Pmi, attenzione alle indicazioni in arrivo dal settore immobiliare, dell’industria con gli ordini di beni durevoli, dal mondo del lavoro e per la lettura finale del Pil del primo trimestre.

Gli investitori analizzeranno attentamente l’evoluzione dei nuovi casi di contagio da coronavirus a partire dalla Cina.

In Germania si teme la necessità di un nuovo lockdown, almeno regionale, dopo la scoperta di un focolaio in un mattatoio nel nord del Paese. Aumento dei casi in molti Stati americani tra cui la California e il Texas.