Fineco Asset Management sin dalla nascita ha deciso di non applicare performance fee ai propri prodotti. Essere sostenibili vuol dire anche avere a cuore il pricing dei propri prodotti, nel pieno rispetto della clientela, dei consulenti finanziari e degli stessi azionisti.

Fineco Asset Management viene costituita due anni fa, in Irlanda, come risultato di un lungo processo all’interno di un gruppo che ha deciso di aggiungere anche questa realtà ai servizi che offre. È nata con due obiettivi: porre al centro la soddisfazione del cliente ed efficientare il modello operativo. Mifid II è stato un ulteriore sprone a muoversi in questa direzione, all’interno di un contesto che ha visto un forte compressione dei margini, con la finalità di perseguire dei risultati senza scaricare i costi sui clienti.

I numeri di Fineco Asset Management

I numeri prodotti, da Fineco Asset Management, in un arco di tempo limitato, sono importanti: gli asset in gestione sono oggi pari a 14 miliardi di euro, la gamma dell’ offerta conta oltre 100 prodotti, si contano più di 20 partnership con i migliori asset manager globali e sono a disposizione 250.000 strategie investibili per costruire i portafogli.
La società è attualmente presente sulla piattaforma di Fineco Bank, dove è stata aggiunta senza togliere spazio ad altre controparti, con cui è in concorrenza.

Il concetto di sostenibilità

Secondo Fabio Melisso, ceo di Fineco Asset Management, non si può parlare di sostenibilità senza che questo concetto sia ampliato e coinvolga il pricing dei prodotti, nel pieno rispetto della clientela, dei consulenti finanziari e degli stessi azionisti. Una società di gestione deve chiedersi, in primis, ciò che può fare per essere sostenibile e non può esimersi dal considerare l’aspetto della giusta remunerazione di un prodotto, perché questo ha una diretta ricaduta sulla clientela, che vede intaccati i propri rendimenti, sul consulente, che deve mantenere un rapporto fiduciario con il sotto scrittore e anche sull’azionista, perché la trasparenza premia in termini di raccolta. La giusta remunerazione di un prodotto passa anche per la decisione di non applicare commissioni di performance.

L’inizio di un nuovo processo

Per Fineco Asset Management è necessario iniziare un nuovo processo di formazione che spieghi questi concetti, in coerenza con la loro strategia aziendale. La società, precisa il ceo, è nata con l’ambizione di innovare. Lo fa all’interno delle modalità operative, con un aumento continuo dei livelli di efficienza grazie all’introduzione di nuove tecnologie e anche sul piano della comunicazione, dove alla documentazione ufficiale si è aggiunto anche l’utilizzo dei canali web.

No performance fee

È un bollino che Fineco Asset manager avrà su tutti i propri prodotti (e invita anche altri competitor ad utilizzarlo, visto che non ci sono diritti di autore). La decisione non è di sola e semplice comunicazione., bensì la scelta di affermare la filosofia di un gruppo che, dalla sua nascita, ha prestato grande attenzione ai costi applicati ai fondi. E’ appunto il caso delle performance fee che, in Italia, erano nate per diminuire gli oneri ricorrenti di un prodotto e legare il gestore ad un benchmark sfidante. Negli anni, sottolinea Fabio Melisso, purtroppo non si è andati in questa direzione e, quello che doveva essere visto come un incentivo, è diventato, di fatto, una fonte aggiuntiva di ricavi per la società di gestione a discapito del cliente e senza alcun risvolto positivo per il consulente finanziario. Melisso rimarca che, nel 2019, in Italia sono stati assorbiti dai sottoscrittori 800 milioni di euro di performance fee, in aggiunta ai costi ricorrenti. Nel primo trimestre del 2020 l’ammontare è stato di 90 milioni. Queste sono cifre importanti, sottratte alla gestione, e che remunerano sì gli azionisti, ma sono anche fonte di volatilità perché legate alle performance dei mercati.

La trasparenza

Per Fabio Melisso, nell’epoca di Mifid II, la trasparenza è dovuta e l’intenzione di Fineco Asset Management è quello di rappresentare, da questo punto di vista, un centro di eccellenza nelle soluzioni di investimento, senza la necessità di proteggere margini storici, bensì di competere al meglio sul mercato. E questo è essere sostenibili.