Apertura in calo per le borse europee, con i principali indici EU che cedono
circa l’1% nelle prime battute, Piazza Affari compresa. Negativi i titoli bancari,
FCA, Leonardo, Moncler, Pirelli, Prysmian, Stm, CNH Industrial, Recordati,
Telecom e Unipol. In rialzo solo Tenaris.
Borse asiatiche
I listini asiatici sono tutti in rosso stamane. A pesare sul sentiment sono stati
risultati societari contrastanti, l’aumento dei casi di coronavirus nel mondo e
l’incertezza sulle elezioni presidenziali Usa. L’indice Nikkei 225 della borsa di
Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,52%. L’indice è sceso del 2,3% questa
settimana, registrando la più ampia perdita settimanale degli ultimi 3 mesi. In
deciso calo anche i mercati cinesi e Seoul, mentre Sidney contiene le perdite
entro il mezzo punto percentuale.
Borsa Usa
Wall Street ha chiuso la seduta di ieri in rialzo dopo il sell-off di mercoledì,
spinta dal comparto tecnologico e da alcuni dati macro incoraggianti,
soprattutto il forte rimbalzo del 33,1% del Pil nel terzo trimestre. L’inflazione
misurata dall’indice PCE è cresciuta a un ritmo trimestrale del 3,7%, le nuove
richieste di sussidi di disoccupazione sono migliori delle attese. Il Dow Jones
ha guadagnato lo 0,52%, l’S&P 500 l’1,19%, il Nasdaq Composite l’1,64%.
Tra i titoli in evidenza Pinterest +28,20%. La società creatrice dell’omonimo social
network basato sulla ricerca di immagini ha archiviato un trimestre sopra le
attese, con il fatturato cresciuto del 58% si base annua. Positivi anche i risultati
di Ford +5%. Inphi Corporation +22%. Marvell Technology ha annunciato
l’acquisto del produttore di componenti semiconduttori ad alta velocità in una
operazione dal valore di USD 10 mld in contanti e azioni.
Calendario macro
Ricca anche l’agenda macro odierna, con la giornata che inizia con il Pil e le
vendite al dettaglio in Germania. In primo piano anche l’inflazione, il tasso di
disoccupazione e il Pil per Italia, Francia e dati aggregati di Eurozona. Per gli
Stati Uniti in uscita il reddito e spesa delle famiglie ma anche il PMI Chicago e la
fiducia dei consumatori della Michigan University finale di ottobre.
Nel Consiglio delle BCE di ieri pomeriggio in cui il dibattito si è concentrato su
come “ricalibrare” le misure di stimolo si sarebbero messe in evidenza almeno 3
fazioni. Una parte dei banchieri centrali sarebbero propensi a un incremento
degli acquisti ‘Pepp’ sul mercato, un’altra ad un potenziamento delle operazioni
di rifinanziamento Tltro e una terza a un mix di misure.
Positiva è stata comunque l’accoglienza del mercato ai commenti di Christine Lagarde, che
garantiscono il pieno sostegno di Francoforte a un’economia che sembrava aver
ritrovato fiato durante l’estate ma si trova a far fronte alla devastante seconda
ondata del virus. Lagarde avverte che il Pil del 4Q potrebbe essere negativo.
In Giappone l’inflazione nell’area di Tokyo si attesta in ottobre al tasso annuo di
0,5%, in linea con le attese dopo il -0,2% del mese precedente. Quanto al tasso
di disoccupazione, a settembre passa a 3% (3,1% il consensus dopo il 3% di
agosto).
Nello stesso mese la produzione industriale sale al 4% su mese mentre
cala dell’11% su anno. Per il settore industriale le aspettative su settembre
indicavano un incremento mensile di 3,2% in parallelo a una flessione
tendenziale di 9,7%, dopo rispettivi +1% e -12,3% di agosto.
In serata è atteso il giudizio di Dbrs sul rating sovrano dell’Italia, attualmente
pari a ‘BBB (high)’ con outlook Stabile. La decisione non dovrebbe riservare sorprese.
Valute e commodities
Dollaro stabile, mentre l’euro resta vicino ai minimi da 4 settimane dopo che la
BCE ha segnalato l’arrivo di nuovo stimolo a dicembre. Il cross euro/dollaro è a
1,1670, l’euro/yen scambia a 121,80 a -0,25%, il dollaro scambia a 104,29 yen
in calo dello 0,30%.
Petrolio in calo stamane, in un contesto di marcata debolezza conseguenza dei
dati sugli ingenti accumuli di scorte di greggio Usa, con il futures sul Brent che
perde il 1,50% a USD 37,10 il barile, al Nymex il Wti Usa -1,30% a USD 35,70.
Mercato obbligazionario
Stamane il Bund future dicembre ha aperto in calo di 2 tick a 176,29, il Btp
future sale 5 bp a 149,68. Lo spread Btp/Bund riparte da 135 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,71%.

