Archiviata la seduta di ieri, che ha visto in primo piano diversi dati positivi tra cui gli indici Pmi per il settore manifatturiero in Cina, Italia ed Eurozona, ma anche l‘indice Ism manifatturiero Usa, nella seduta odierna l’attenzione è rivolta all’election day. Tra gli appuntamenti macro da seguire anche la riunione dell’Eurogruppo e gli ordini industriali e i beni durevoli riferiti a settembre per gli Stati Uniti.
E’ finalmente arrivato l’atteso giorno dell’Election Day negli Usa, con il democratico Joe Biden è in testa nei sondaggi, ma il vantaggio è ridotto e Donald Trump potrebbe ancora essere rieletto alla Casa Bianca. La Reserve Bank of Australia ha tagliato i tassi di interesse allo 0,10%, ed emerge l’intenzione di non alzarli per almeno i prossimi 3 anni. La RBA lancerà inoltre un ulteriore piano di misure nell’ambito del programma di Quantitative Easing, per sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro e la ripresa dell’economia australiana dalla pandemia da Covid. Il pacchetto include acquisti di bond governativi con scadenze tra 5 e 10 anni, nel corso dei prossimi 6 mesi, per un valore di AUD 100 mld.
Il premier Conte, definendo “molto preoccupante” l’evolversi della pandemia, ha annunciato ieri nuove restrizioni che saranno dettagliate dal Dpcm che dovrebbe essere firmato oggi. Il Paese sarà diviso in 3 aree a seconda del grado di rischio, con lo stop agli spostamenti da e per le Regioni con le situazioni più critiche, la capacità dei trasporti urbani scenderà dall’attuale 80% al 50%, i centri commerciali saranno chiusi nei weekend, chiusi i musei, verrà incrementata la didattica a distanza e sarà in vigore il coprifuoco notturno in tutto il Paese.
Biglietto verde in calo contro un paniere di valute in attesa del voto Usa; giù il dollaro australiano dopo il taglio dei tassi. Il cross euro/dollaro è a 1,1660 in rialzo dello 0,15%, l’euro/yen scambia a 122,08 a +0,11%, il dollaro scambia a 104,71 yen invariato. Prezzi del petrolio in stabilizzazione dopo 2 settimane di debolezza. Il futures sul Brent è in lieve calo dello 0,30% a USD 38,85 il barile, al Nymex il Wti Usa – 0,10% a USD 36,70.
Stamane il Bund future dicembre ha aperto in rialzo di 2 tick a 176,26, il Btp future in calo di 8 bp a 149,42. Lo spread Btp/Bund riparte da 136 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale allo 0,71%.
Apertura in rialzo per le borse europee, con i principali indici EU che guadagnano quasi l’1% nelle prime battute, Piazza Affari compresa. In rialzo i titoli bancari, Atlantia, FCA, Leonardo, Saipem, Tenaris, CNH Industrial, Italgas, Nexi e Telecom. Nessun titolo dell’indice FtseMib è al momento negativo. Secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni di FCA sono aumentate del 12,57% su anno in ottobre, a fronte di un calo complessivo del mercato italiano dello 0,18%, a 156.978 unità.
Azionario asiatico positivo nel giorno dell’Election Day. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo dell’1,39%, la borsa di Shanghai è solida con un rialzo superiore a +1,40%, Hong Kong oltre +2%, Sidney +1,93%, Seoul +1,77%. L’Election Day è arrivato, sebbene il 68% elettori americani abbiano già votato, e per i sondaggi Joe Biden sarebbe in lieve vantaggio su Trump.
Wall Street ha chiuso positiva ieri la prima seduta della settimana e del mese di novembre, vigilia delle elezioni presidenziali Usa, con l’indice Dow Jones che ha guadagnato l’1,60%, l’S&P 500 l’1,23% e il Nasdaq Composite lo 0,42%. Secondo gli ultimi sondaggi lo sfidante Biden mantiene un significativo vantaggio su Trump, ma la distanza negli Stati-chiave, quelli che alla fine determineranno l’esito delle votazioni, è molto limitata. Energetici, materie prime e industriali i settori che hanno registrato le migliori performance. Tra i titoli in evidenza Nielsen Holdings +3,85% dopo l’accordo per cedere Global Connect ad Advent International per USD 2,7 mld. Estée Lauder +1,91% dopo una trimestrale sopra le attese. Dunkin’ Brands Group +6,5%. Inspire Brands ha raggiunto l’accordo per il takeover del proprietario delle catene Dunkin’ Donuts e Baskin-Robbins per USD 8,76 mld.

