Con 9,3 miliardi di raccolta è stato toccato il massimo storico per Fineco
Mauro Albanese, vicedirettore generale e direttore commerciale rete pfa e private banking di Fineco. «Per Fineco il 2020 è stato un anno di forte crescita, come dimostrano i dati di raccolta. Hanno toccato il massimo storico a 9,3 miliardi di euro, di cui 4,3 per la componente gestita. La forte accelerazione della digitalizzazione nel paese ha premiato la continua innovazione tecnologica. È uno dei pilastri su cui la banca è stata fondata, permettendo ai consulenti di restare vicino ai propri clienti quando più era necessario».
Ci sono stati però momenti molto difficili…
«Mi riferisco in particolare al periodo di marzo, in cui il sostegno dei professionisti è stato indispensabile a fronte di mercati eccezionalmente volatili. Il risultato è stato duplice. Si è rafforzato il rapporto di fiducia che lega i consulenti ai nostri clienti. Inoltre la possibilità di lavorare con strumenti all’avanguardia ha reso ancora più attraente la nostra rete. Risultiamo interessanti, sia per private banker di esperienza, sia per giovani particolarmente promettenti».
È andata bene anche per i reclutamenti?
«Nel 2020 abbiamo reclutato 74 profili senior, per la maggior parte provenienti da istituti bancari tradizionali e private bank. A questi si sono uniti 55 “beginner”, ovvero consulenti giovani che hanno abbracciato e si avviano a questa professione».
In pratica siete tra le imprese che non sono state danneggiate dal Covid.
«In una fase difficile dal punto di vista economico, la domanda di consulenza tende inevitabilmente ad aumentare. Cresce, infatti, l’importanza di ottimizzare la gestione del proprio patrimonio. Per questo, rispetto a un anno fa, non è cambiato il nostro approccio, perché avevamo già a disposizione gli strumenti e le persone giuste. Ma si sono moltiplicate le nostre prospettive di crescita».

