Widiba afferma che nel 2020 ci sono stati i dati commerciali migliori dalla nascita della Banca

Secondo Nicola Viscanti, responsabile dei consulenti finanziari di Widiba, il 2020, partito malissimo, si è poi trasformato in un  anno ottimo.

È stato difficile gestire il 2020?

«Siamo una banca nativa digitale. Grazie a questa forte connotazione tecnologica un evento imponderabile e dirompente come la pandemia da Covid-19 non ci ha trovati impreparati. La sede centrale e i nostri consulenti hanno dimostrato una capacità di risposta a supporto dei clienti che nelle banche tradizionali sembra non esserci stata. Il lockdown ci è servito per testare la nostra reattività e la velocità nell’affrontare le situazioni di risk management, anche le più inattese. Tutto ciò ci ha permesso di garantire appieno la continuità del business. La relazione a distanza ci ha fornito inoltre l’opportunità di verificare i punti di forza e le aree di miglioramento nell’interazione con gli investitori. La maggior parte dei nostri clienti in breve tempo ha imparato a prendere confidenza con le video-conferenze e altri sistemi d’interazione digitale. Tra questi app, servizi di web collaboration interamente paperless, firma digitale. Inoltre si è mantenuto un contatto per alcuni versi ancora più stretto con i consulenti finanziari».

 

Continuerete lungo questa strada?

«In questo contesto e con le incognite legate a situazioni imprevedibili siamo sempre più convinti di dovere puntare su due driver. La prima è la gestione della relazione, focalizzandoci su tutte le modalità di comunicazione con la clientela che avvengono attraverso il web. La seconda è il lavoro in team, dove vengono esaltate le specializzazioni di ognuno per mettere a disposizione dei clienti un servizio di advisory “globale”. Quest’ultimo abbraccia tutta la sfera dei bisogni.

Tutto ciò in quali numeri si è tradotto?

«I dati commerciali alla chiusura dell’anno sono i migliori mai realizzati dalla nascita della Banca. Sono andati ben oltre le nostre aspettative, nonostante il blocco delle attività economiche e il conseguente effetto negativo sui mercati finanziari. Dal punto di vista qualitativo spicca la crescita delle masse gestite in regime di consulenza (+22%). Ciò a testimonianza della sempre maggiore necessità di erogare un servizio di consulenza olistica. La forza dei nostri consulenti è stata avere saputo guidare i clienti in “mari tempestosi”, come quelli di marzo e aprile. Era importante che non deviassero la rotta dagli obiettivi d’investimento cadendo vittime dall’emotività. Anche nelle situazioni più difficili siamo stati pronti a rivedere tatticamente l’asset allocation, dopo il crollo dei mercati, per riallineare i portafogli agli obiettivi d’investimento.