Questa settimana a catalizzare l’attenzione saranno soprattutto gli indicatori sul sentiment, per natura precursori degli sviluppi sul fronte economico. Allianz GI
Lunedì sarà pubblicato il tanto atteso indice ifo della fiducia delle imprese tedesche. Sarà interessante vedere se rimarrà in essere la divergenza tra la componente delle condizioni attuali, in peggioramento, e quella delle attese, in miglioramento, oppure se la valutazione della situazione attuale farà segnare dei progressi, ascrivibili ad esempio al netto calo dei prezzi di gas e petrolio.
Martedì conosceremo l’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board e l’indicatore del sentiment della Fed di Richmond per gli USA.
Mercoledì sarà la volta del dato sulla fiducia dei consumatori di GfK per la Germania.
Giovedì verranno resi noti i dati definitivi sul prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti. Il consensus prospetta un lieve miglioramento rispetto alla seconda stima, già solida, per il quarto trimestre 2022. Non ci aspettiamo grande attenzione su tali dati, anche perché sono comunque riferiti al passato.
Venerdì, a chiudere il ricco ciclo di pubblicazione di dati sarà il Deflatore della spesa al consumo dei privati negli USA, su cui dovrebbe esserci grande interesse.
In un contesto di mercato nel complesso più turbolento, nel breve periodo è preferibile ridurre l’esposizione azionaria in ottica tattica e adottare un approccio prudente alle obbligazioni. Per il momento i Treasury USA dovrebbero beneficiare dell’attuale contesto di minore propensione al rischio e lotta all’inflazione delle banche centrali, considerata la probabile riduzione delle attese inflazionistiche. Nel medio periodo tuttavia si dovrà scendere a patti con il fatto che l’inflazione è qui per restare, in una fase in cui le autorità monetarie continuano a ridurre la marea di denaro a basso costo, ridimensionando i propri bilanci e rimettendo i titoli obbligazionari sul mercato.

