Se c’è una notevole cautela nell’uso dell’intelligenza artificiale nelle società di consulenza finanziaria da parte dei gestori e dei singoli consulenti, negli uffici studi, che devono sostenere l’attività delle reti di vendita e dei money manager, l’uso dell’Ai è generalizzato. Del resto, per chi deve capire i futuri trend dei mercati o dei singoli settori, uno strumento che esamina milioni di dati e di variabili in pochi secondi è semplicemente prezioso.

Ma detto ciò, non tutte le strutture usano l’intelligenza artificiale allo stesso modo: c’è chi semplicemente lo considera un ausilio per comprendere il futuro dei listini e chi lo utilizza per scoprire nicchie dei listini che con i mezzi umani sarebbe molto difficile evidenziare. E qualcuno lo considera anche uno strumento di marketing di grande forza. Su questa base Fondi&Sicav ha sentito alcuni dei più importanti team di analisi italiani per scoprire quale aiuto reale si può avere dall’Ai.

Hanno risposto Elena Beccaria, responsabile ufficio analisi per la consulenza di Banca Patrimoni Sella & C., Thomas Candolo, a capo dell’ufficio studi di Copernico Sim, Jacopo Ceccatelli, responsabile del centro studi di Banca Finint “The Lighthouse”, Davide Elli, condirettore generale e responsabile dell’Investment center di Fideuram- Ispb e Simone Ercolino, responsabile market e business intelligence di Banca Mediolanum