Secondo Global Palladium Fund la transizione verso un’economia sostenibile necessita di tecnologie ponte e di elevatissimi investimenti. In attesa dell’arrivo di soluzioni rivoluzionarie a costi ragionevoli

Il recente accordo, visto dai più come un compromesso al ribasso, raggiunto al Cop26 di Glasgow, ha evidenziato in maniera chiara un punto. Ossia che la transizione verso un’economia sostenibile presenta costi non indifferenti, che finora solo l’Europa appare disposta a sostenere. Non si tratta infatti solo dei due colossi emergenti, Cina e India, ad avere bisogno di tempo per tagliare la propria dipendenza da combustibili fossili. Anche nazioni sviluppate come l’Australia e gli Stati Uniti si trovano oggi a dovere gestire una realtà più favorevole del previsto allo status quo.

In particolare appare interessante il commento di Anton Berlin, vice president of sales di Norilsk Nickel che controlla l’emittente di Etc Global Palladium Fund. «L’Europa è l’unica grande area del mondo dove produttori e consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti sostenibili. La realtà è che ben pochi sono disposti a sborsare più denari per, ad esempio, metalli estratti con un basso impatto in termini di carbonio. Prendiamo il settore auto: nonostante i comunicati ufficiali, ciò che tutti desiderano è un’ampia disponibilità di materiali e componenti ai prezzi più contenuti possibile. Per fare in modo di arrivare a una transizione vera sarà necessario introdurre regolamenti più rigidi sulle emissioni e una tassazione più penalizzante a livello globale. Il rischio infatti è semplicemente di spostare l’inquinamento da una zona all’altra del pianeta».

 

Un altro aspetto interessante riguarda alcune previsioni sull’avvento di alcune tecnologie chiave. Probabilmente in diversi ambiti si è verificato un eccesso di ottimismo, destinato a scontrarsi con la realtà. Fra i problemi più urgenti troviamo senz’altro la necessità di espandere le infrastrutture esistenti. In particolar modo le reti elettriche, secondo uno studio di Global Palladium Fund, necessitano di un serio upgrading. Infatti l’avvento dell’uso di massa di veicoli elettrici potrebbe a seri problemi di sovraccarico. Per tale ragione lo stesso Berlin vede nei prossimi anni come più probabile una transizione incentrata sulle auto ibride.

 

In definitiva dunque raggiungere gli obiettivi elencati nel Cop26 richiederà una serie di tecnologie ponte e di elevatissimi investimenti. In attesa dell’arrivo di soluzioni rivoluzionarie a costi ragionevoli.