Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell’Advisory
Macro review
La settimana si può riassumere in tre elementi che l’hanno caratterizzata. Il primo, i risultati delle elezioni europee che hanno spostato a destra gli equilibri, ma che almeno in Italia confermano la stabilità del governo. Il secondo tema è la Federal Reserve che mercoledì si è pronunciata lasciando i tassi invariati: Powell ha confermato le attese di mercato pronosticando un solo taglio nel 2024, con una spaccatura abbastanza omogenea tra i membri che ipotizzano 2 tagli (8 membri) e quelli che ne pronosticano uno solo (7).
Inoltre, è stato rialzato il tasso FED Fund di equilibrio di lungo termine (da 2,6% a 2,8%); questo indica che i tagli saranno comunque graduali e che, alla fine, i tassi rimarranno su livelli relativamente elevati più a lungo.
In ultimo, abbiamo assistito alla prosecuzione del “leitmotiv” dell’anno, l’Artificial Intelligence, con una serie di nuovi record per i grandi protagonisti della rivoluzione digitale, diventati ormai dominanti all’interno dei singoli indici di borsa. In USA sono stati pubblicati anche i dati d’inflazione: a maggio è cresciuta del +3,3%, in frenata da +3,4% di aprile e meno delle attese di +3,4%. Il dato “core”, al netto di alimentari ed energia, risulta in crescita del +3,4%, anch’esso in frenata da +3,6% di aprile e meno del +3,5%; è il ritmo più lento da aprile 2021.
Azioni
La settimana è stata guidata dalla crisi francese. L’indice Stoxx 600 ha ceduto complessivamente il -2,39%, il CAC 40 di Parigi ha perso il -6,2%, peggior settimana da marzo 2022. Pesante anche il FTSEMIB (32.665), che segna una perdita del 5,7% su base settimanale, cedendo la media mobile a 50 gg (34.268) e quella a 100 gg (33.419), primo livello discriminante che non veniva violato verso il basso da ottobre.
La chiusura di settimana sotto questo livello rischia di aprire la strada a un’estensione fino a 31mila punti. Dall’altra parte dell’oceano, Wall Street registra invece nuovi record storici, con un quinto del valore dell’S&P500 raggruppato in soli tre soli titoli, ovvero Microsoft, Nvidia e Apple.
Obbligazioni
Settimana fastosa per i bond governativi statunitensi. Il future sul Treasury decennale ha accumulato un guadagno dell’1,4%, con un rendimento del 4,22%. Gli acquisti sono stati sostenuti dalle indicazioni giunte dal mercato del lavoro e dai prezzi alla produzione: le nuove richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione hanno toccato i massimi da agosto 2023 mentre i prezzi alla produzione hanno registrato la flessione più ampia da ottobre.
Discorso più complesso per i bond governativi europei, dove gli investitori internazionali stanno contemplando il rischio di una crisi di bilancio, quella francese, nel cuore dell’area euro. La caccia ai beni rifugio ha fatto sì che il Bund decennale tedesco abbia guadagnato circa il +2% su base settimanale con il rendimento sceso da 2,66% di lunedì a 2,36% di venerdì. Il BTP decennale si è difeso chiudendo la settimana con un rendimento sceso di poco: da 3,97% a 3,93%, ma lo spread si è allargato a 157 punti base per effetto dei robusti acquisti di Bund.
Valute e materie prime
L’indice Bloomberg delle commodity chiude l’ottava con un +1,59%. Da un lato il petrolio è salito, mentre sono scese quasi tutte le altre materie di base. L’OIL WTI completa la settimana migliore da inizio aprile (+3,87%). L’OPEC ha indicato una previsione di crescita relativamente forte della domanda globale di petrolio per il 2024 e Goldman Sachs ha previsto una solida domanda di carburante negli Stati Uniti quest’estate.
L’oro recupera parte del terreno perso la scorsa settimana (+1,71%), lo scenario ormai consolidato di tassi alti più a lungo non favorisce i metalli preziosi, ma dall’altro lato restano sullo sfondo le tensioni geopolitiche, lungi dall’essere risolte, che contribuiscono a mantenere la performance 2024 tra le migliori Asset Class (+13%).
Guardando al mondo valutario, il dollaro chiude la seconda settimana di guadagni (+0,92%) grazie a una FED più “falco” del previsto ed ai timori sul fronte politico europeo in seguito all’esito delle elezioni europee. Lo scenario resta favorevole al dollaro, con area 1,10/1,12 per comprare dollari con un ottimo rapporto rischio/rendimento.
Outlook
La settimana sarà caratterizzata dai dati sull’inflazione dell’Eurozona (martedì 18/06), gli indici PMI manifatturiero, servizi e composito (venerdì 21/06) e la riunione di politica monetaria della Bank of England (giovedì 20/06). Per gli Stati Uniti si attendono l’indice manifatturiero di New York, indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, vendite al dettaglio (martedì 18/06), produzione industriale (martedì 18/06), indice NAHB, nuove richieste sussidi disoccupazione (giovedì 20/06). Segnaliamo che mercoledì Wall Street sarà chiusa per festività.

