Settimana corta perché le principali borse mondiali saranno chiuse il Venerdì Santo. Il job report americano potrebbe indicare un rallentamento nella creazione di posti di lavoro. Weekly Newsletter di Cassa Lombarda, l’analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell’Advisory
Macro review
I dati rivisti del Pil Usa per il 4Q hanno mostrato una crescita leggermente inferiore a quanto comunicato in precedenza (+2,7% vs +2,6%). Il rialzo dei sussidi di disoccupazione in Usa conferma che il mercato del lavoro si sta raffreddando. Il deflatore del Pil Usa, molto seguito dalla FED, ha registrato un +4,6 sulla componente core vs. aspettative 4,7%. Guardando all’Europa, sono stati pubblicati i dati inflattivi. Se da un lato i CPI di Germania (+7,4% a/a vs attese 7,3%) e Francia (+5,6% a/a vs attese 5,5%) non hanno dato segnali incoraggianti, dall’altro abbiamo assistito a numeri confortanti in Spagna (+3,3% a/a vs attese 3,9) e Italia (+8,2% a/a vs attese 8,8%).
Azioni
Settimana positiva (risk-on) per i listini mondiali, con gli investitori che pensano ormai che il picco dei tassi di interesse sia prossimo e che le tensioni sul settore bancario si allentino progressivamente grazie ai rapidi interventi delle autorità. Il Nasdaq, molto sensibile al movimento dei tassi è entrato in “bull market”, guadagnando oltre il 20% dai minimi di dicembre. L’S&P 500 è ritornato sopra i 4.000 punti, livello tecnico molto importante, chiudendo il trimestre a 4,109. La settimana vede nuovamente un decoupling tra mercato US e Zona Euro, con il secondo a sovraperformare il primo. In Brasile le prime indicazioni della politica fiscale del governo sono state ben accolte dal mercato, come segnale di responsabilità delle autorità che prevedono un surplus primario.
Obbligazioni
Le previsioni dei tassi Usa per fine anno si sono ridotte a 4,4% (circa 60 bps in meno dei livelli attuali), gli investitori sembrano propensi a credere che l’aumento dei tassi di interesse negli USA abbia raggiunto il suo picco massimo. Il treasury decennale chiude la settimana a 3,47% di rendimento vs. i 3,88% d’inizio anno. Resta più tesa la situazione in Eurozona dopo i dati peggiori delle attese sull’inflazione tedesca e francese, controbilanciati però da numeri migliori in Spagna e Italia. Il Bund decennale chiude il mese a 2,29%, circa 30bp sotto i livelli d’inizio anno. BTP decennale al 4,10% con un modesto rally sul finire di settimana. Il bilancio del primo trimestre del BTP decennale è ampiamente positivo (+5,70%) e arriva dopo ben cinque trimestri consecutivi in calo, un guadagno così ampio su base trimestrale non si registrava dal 2019.
Valute e materie prime
L’oro chiude flat su base settimanale, robusto invece il progresso trimestrale (+8,50%), con la quotazione a circa 100 usd dai massimi storici, la prospettiva di un rallentamento dell’inflazione e le crescenti tensioni sul settore bancario hanno rafforzato la tendenza. Settimana positiva per Brent (+6,05%) e WTI (+9,25%), in scia ad una diminuzione delle scorte per le tensioni in Turchia. Positive in generale le materie prime agricole. Sul fronte valutario abbiamo un Euro sugli scudi sia contro Dollaro che Yen, in generale pesa il fatto che la politica restrittiva della BCE non sia probabilmente ancora giunta al termine.
Outlook
La settimana sarà corta in quanto le principali borse mondiali saranno chiuse il Venerdì Santo. Lo stesso giorno sarà pubblicato il job report americano che è previsto indicare un rallentamento nella creazione di posti di lavoro. Tra i dati macro di prima linea, abbiamo ISM e PMI già nella giornata di oggi.

