Weekly Newsletter di Cassa Lombarda: l’analisi settimanale dei mercati finanziari a cura dell’Advisory
Macro review
A margine del forum di Davos, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha detto: “è troppo presto per parlare di taglio dei tassi”, ha inoltre aggiunto: “L’inflazione che scende è una buona notizia di per sé, ma per me è troppo presto … i mercati sono ottimisti, a volte troppo, ho una visione differente e voglio vedere i nuovi dati. Vedremo al prossimo consiglio direttivo”.
Lo stesso concetto è stato espresso da Robert Holzmann, attuale governatore della Banca Centrale Austriaca, secondo il quale l’inflazione, ancora persistente, impedirà alla Bce di tagliare i tassi quest’anno.
In Cina, il Pil del quarto trimestre è salito del +5,2%, dal +4,9% del terzo trimestre: il consensus era a +5,3%. Nel 2023 l’economia cinese è cresciuta del +5,2%, così come indicato dal governo l’anno scorso. L’economia Usa continua invece a mostrare una resilienza straordinaria, le vendite al dettaglio di dicembre sono cresciute più delle attese, in accelerazione rispetto a novembre, +0,6% contro 0,4% stimato, dal +0,3% di novembre. La produzione industriale mese su mese ha evidenziato a dicembre un incremento del +0,1% da 0,0% di novembre.
Le stime erano più conservative e proiettavano un decremento del -0,1%. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono state pari a 187.000, in calo rispetto al periodo precedente 203.000. Il dato è stato molto sotto le attese degli analisti, pari a 205.000.
Azioni
Il bilancio settimanale degli indici specializzati nella tecnologia, Nasdaq Composite, Nasdaq 100, FANG Plus, è positivo, con il Nasdaq 100 che ha segnato un nuovo record storico, bilancio settimanale sopra la parità anche per S&P500 e Dow Jones.
Gli indici US sono stati sostenuti dai soliti noti, con Nvidia che ha segnato sette record in nove sedute. In generale, il quadro delle borse rimane bene impostato e ciò viene confermato dal fatto che le fisiologiche correzioni sono di brevissima durata e seguite da una pronta ripartenza. Giusto per fare un esempio a noi vicino, il FTSEMIB si è riportato a circa un punto percentuale dal record degli ultimi 15 anni.
Obbligazioni
I mercati iniziano a metabolizzare che i tassi non scenderanno così rapidamente come avevano prospettato verso fine anno. Il primo taglio a Marzo/Aprile è ritenuto sempre meno probabile. In settimana abbiamo visto i rendimenti risalire, si tratta di una legittima fase di consolidamento, il Treasury Note dieci anni ha chiuso a 4,12% da 4,09%, livello più alto da metà dicembre; Bund decennale a 2,34% da 2,31%; BTP decennale a 3,88% da 3,90%, con lo spread a 153 punti base, minimo da aprile 2022. Queste fasi di aumento dei tassi possono essere utilizzate per incrementare duration, in considerazione del fatto che prima o dopo la politica monetaria delle Banche Centrali diverrà meno aggressiva.
Valute e materie prime
L’Indice Bloomberg Commodity chiude la settimana negativo di ca. 1%, se da un lato gli Stati Uniti continuano a lanciare segnali di tenuta della crescita, così non è per il resto del mondo, soprattutto in Cina, che rimane tra i maggiori importatori di materie di base.
Ottava positiva per l’Oil in seguito all’acuirsi delle tensioni geopolitiche. Parte del rialzo si spiega con la decisione dell’Agenzia internazionale per l’energia (EIA) di alzare la previsione di crescita della domanda globale di petrolio: +1,24 milioni di barili al giorno in più rispetto alla precedente proiezione. Gli esperti prevedono inoltre che l’offerta mondiale di petrolio aumenterà di 1,5 milioni di barili al giorno fino a un nuovo massimo di 103,5 milioni di barili al giorno nel 2024, alimentata dalla produzione record di Stati Uniti, Brasile, Guyana e Canada.
L’Oro chiude la settimana con una perdita di ca. 1% a valle del raffreddamento delle aspettative sul taglio dei tassi e del rimbalzo del dollaro. In ambito valutario, il dollaro consolida sui massimi da un mese, grazie ad un’economia americana straordinariamente solida. La valuta giapponese chiude invece la peggior settimana da un anno e mezzo, mentre sono cresciute le scommesse favorevoli alla prosecuzione di una politica monetaria ultra-accomodante da parte della BoJ.
Outlook
Banche Centrali al centro dell’attenzione, i meeting di Bce (25 gennaio) e Banca del Giappone (24 gennaio) saranno i più seguiti nella settimana. In settimana sono in agenda anche i meeting della Banca centrale del Canada e di Norges Bank, oltre alla Turchia che potrebbe alzare i tassi, alla luce delle dichiarazioni ‘hawkish’ della scorsa settimana.
In Eurozona, in agenda gli indici Pmi della zona euro, mercoledì, visti in miglioramento sia per la manifattura che per i servizi, ma entrambi non dovrebbero oltrepassare la soglia di 50 che separa crescita e contrazione. In US, i dati sul PIL del quarto trimestre saranno pubblicati giovedì, mentre i dati sull’indice dei prezzi PCE, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, saranno resi noti venerdì.

